Cervi come cavallette. Proprietari e residenti da Savassa fanno fronte comune contro l’invasione di ungulati che da qualche anno, ma in particolare negli ultimi due non hanno remissione di orti e frutteti e lasciano a bocca asciutta chi con amore e dedizione cura e cerca di far fruttare la terra.

Di notte infatti i cervi, che la Riserva caccia di Vittorio Veneto ha quantificato in più di un centinaio di esemplari nella zona, imperversano nelle proprietà agricole. Creano danni, dicono i residenti, ma anche pericolo per chi passa sulla statale Alemagna.

Qualcuno, come l’ex assessore vittoriese Bruno Fasan, ha rinunciato a fare l’orto, ma così si rischia l’abbandono del territorio in mano agli ungulati, che saranno pure simpatici, ma quando attaccano le verdure, le cortecce e i germogli di piante autoctone e alberi da frutto, lasciano ben poco.

Da qui l’appello ad un piano di selezione che possa in qualche modo ridurre il problema e il disagio: “Deve intervenire la Regione – dichiara Bruno Fasan – che deve decidere abbattimenti e selezione. Ma quello dei cervi è davvero un problema, saranno centinaia ormai anche di grandi dimensioni”.

Il consiglio dell’ufficio caccia della provincia è stato quello di installare recinzioni elettrificate, ma come hanno confermato alcuni proprietari di fondi della zona oltre a richiedere un investimento cospicuo, non basta. I cervi riescono ad entrare anche con recinzioni alte oltre due metri. E’ stato chiesto anche il supporto del consiglio di quartiere e delle associazioni cacciatori.

Ma dalla Riserva confermano che per quest’anno il piano di abbattimento prevede solo 16 capi, sul centinaio censiti dopo lunghi appostamenti nel corso dei mesi scorsi.

(Fonte: redazione Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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