Il vigneto di San Giacomo crimine contro i bambini: l'anatema di Vandana Shiva alla camera dei deputati

Un crimine contro i bambini. Così Vandana Shiva attivista e ambientalista indiana ha definito il vigneto piantato accanto all’asilo di San Giacomo durante la conferenza stampa che si è tenuta giovedì 7 marzo nella sala stampa della Camera dei Deputati sul tema dell’agricoltura senza veleni. Alla conferenza hanno partecipato anche Lara ed Alessio, genitori di due bambini che frequentano la Scuola dell’Infanzia di San Giacomo, che hanno raccontato la travagliata storia del vigneto piantato lo scorso 27 febbraio accanto all’asilo.“Nel nostro sistema alimentare ed agricolo esiste una criminalità organizzata – ha denunciato Vandana Shiva -. Lo affermo sulla base della sua storia, una storia che ha portato ad inventare quei composti chimici per i quali sono stati messi sotto processo dal Tribunale di Norimberga e che tuttora li porta a continuare a commettere crimini contro i bambini di un asilo. Una criminalità organizzata che attacca ogni istituzione che cerchi di garantire la sicurezza delle persone”.

Parole, queste, che hanno toccato il cuore dei genitori presenti nella sala e di quelli che, da casa, ma col cuore a Roma, stavano seguendo in diretta streaming la conferenza stampa. “E’ stata un’emozione unica ascoltare le parole di una donna straordinaria come Vandana Shiva. Sapere che nel mondo c’è gente come lei che si batte per tutelare la salute delle persone e dell’ambiente dà fiducia – assicurano i genitori -. E’ bellissimo vedere che un altro mondo è possibile. Oggi abbiamo incontrato persone semplici e attente al nostro caso ed ascoltato discorsi importanti e legati ad un unico scopo: la tutela dell’essere umano e dell’ambiente. Oggi abbiamo fatto un ulteriore passo avanti rispetto al coinvolgimento del mondo istituzionale, che fino a poco tempo fa sembrava faticoso da raggiungere. In quella sala si respirava un clima di condivisione tra personalità di forte rilievo e semplici cittadini come noi, accomunati tutti in un unico nobile intento: il rispetto della vita umana, a partire dalle sue forme più fragili, in un contesto di amore per la terra e di responsabilità nelle nostre pratiche quotidiane. Oggi è emerso, forte, il concetto che nessun interesse privato, nessun business può prevalere sulla nostra salute”.

 Concetto espresso anche dai genitori nel loro intervento, in cui hanno sottolineato che “è intollerabile che si mettano le ragioni economiche davanti alla salute pubblica. Ricordiamo, infatti, che l’articolo 41 della Costituzione dice che “l’iniziativa privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza”, in questo caso, alla salute pubblica. Le barbatelle sono state messe a dimora a 10 metri dal cortile dell’asilo in cui i bambini giocano ogni giorno – hanno ricordato i genitori -. Provate solo a pensare alla quantità di pesticidi con i quali queste povere creature rischiano di venire in contatto a causa della deriva. Pesticidi che andrebbero a depositarsi sul suolo, sui giochi e sui sassi con cui ogni giorno i nostri figli giocano, mettendoli anche in bocca. Per questo noi non abbiamo intenzione di arrenderci, perché la salute di noi tutti è un diritto costituzionale, che non ha bandiera”.

(Fonte e foto: Comitato genitori contro il vigneto).
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