500 lastre fotografiche murate e donate al Comune di Vittorio Veneto, svelato il mistero di chi le ha nascoste

A poco meno di 24 ore dalla conferenza stampa di presentazione della mostra "Argento Vittoriese", l'associazione culturale Mai comunica già una prima novità sul ritrovamento delle oltre 500 lastre fotografiche, risalenti ai primi del Novecento, donate al Comune.

"La casa dove sono state trovate a Vittorio Veneto è stata venduta al dottor Francesco Burighel dalle sorelle Zoppas - scrive l'associazione - Dopo aver letto l’articolo hanno contattato gli organizzatori e hanno comunicato che ricordavano l'esistenza di questi negativi. Da piccole avevano giocato nel cortile di casa con questo materiale per anni, le avevano trovate accumulate sotto a un albero. Il padre Timoteo Zoppas all'atto dei lavori di ristrutturazione, a metà degli anni ’50, ha scelto di murarle nel vano di una finestra, dove poi sono state trovate, perché in qualche modo si conservassero il più possibile integre".

"C’è sempre stata la voce in famiglia che in questa casa ci abitava un fotografo. La nostra nonna l'aveva comprata da un notaio circa nel 1925", afferma una delle sorelle. Pertanto il primo tassello del perché sono state nascoste le lastre e da chi è risolto. Se oggi possiamo vedere questo inestimabile patrimonio va dato anche merito al signor Timoteo Zoppas che con lungimiranza le ha volute difendere e conservare per i posteri a beneficio della nostra comunità.

L'operazione è stata resa possibile grazie al fondamentale contributo dell'onorevole Giancarlo Scottà e del gruppo europarlamentare Enl. Con i fondi messi a disposizione è stato possibile digitalizzare, archiviare le fotografie e organizzare la mostra. Il coordinamento è stato affidato a Mai associazione culturale, la comunicazione e gli allestimenti sono stati realizzati da "I am Comunicazione". L'operazione ha il patrocinio della Città di Vittorio Veneto.

(Fonte e foto: Mai associazione culturale).
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