Vittorio Veneto, sequestrato il testamento di Paolo Vaj in uno studio notarile di Brescia, è un documento probatorio

Il testamento di Paolo Vaj è stato sequestrato dalla procura. E ora potrebbe diventare una prova di un movente economico per il delitto per il quale sono in carcere la compagna 52enne Patrizia Armellin e l’amica di questa, la 25enne Angelica Cormaci.

Il sostituto procuratore Davide Romanelli ha disposto il sequestro probatorio del documento, che è stata recuperato dai carabinieri in uno studio notarile a Brescia. Il magistrato aveva già acquisito tre polizze vita, che Vaj aveva intestato, alla compagna, per un valore di 418 mila.

Documenti che erano stati trovati da Roberta Bencini, la moglie dalla quale Vaj si era separato non legalmente, nella roulotte che il 57enne teneva in un campeggio a Creta. E che per la procura potrebbero costituire la prova di un eventuale movente economico dell’omicidio.

Al sequestro si è opposto l’avvocato Marina Manfredi che difende Armellin: “E’ illegittimo sequestrare l’originale del testamento, la procura doveva acquisire una copia”. A custodire quel testamento era proprio l’avvocato Manfredi che era molto amica di Vaj e che lo aveva spesso assistito in vicende legali.

Ed era stata lei, dopo la sua morte come richiesto dalla legge, a portarlo da un notaio per la pubblicazione. Ma, visto la morte violenta dell’autore del documento, prima di procedere il notaio ha chiesto l’autorizzazione al gip Piera De Stefani. Il gip ha chiesto un parere alla procura che ha subito bloccato la pubblicazione sequestrando il testamento.

(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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