Vittorio Veneto, Festa della Repubblica in tono minore in piazza del Popolo: ma centinaia le persone presenti

Per la 74esima festa della Repubblica (dal 2 giugno del 1946) centinaia di persone a Vittorio Veneto, nonostante la cerimonia dovesse essere in forma minore, hanno voluto ugualmente partecipare, tenendosi a debita distanza dalla piazza del Popolo, dove erano schierati rappresentanti di associazioni d’Arma, mediche e di volontariato sociale.

In forma ridotta per le note restrizioni delle contingenze attuali, e dell’emergenza sanitaria, nonostante tutto il sindaco Antonio Miatto ha voluto portare il saluto e qualche riflessione, dopo l’alzabandiera solenne e l’onore ai Caduti davanti al loro monumento.

L’amministrazione ha voluto dare una funzione ulteriore al momento celebrativo odierno, accomunando e facendo convergere in piazza alcune figure rappresentative protagoniste nei momenti recentemente passati di difficoltà e sofferenza: rappresentanti del mondo della sanità pubblica, medici, infermieri e personale ausiliario, del mondo del volontariato, e forze dell’ordine, i quali ognuno per la sua funzione, hanno contribuito a sostenere il sistema sanitario e le realtà amministrative locali particolarmente esposte.

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Possiamo essere sicuri che la forza del dialogo e la pluralità delle voci, tipici della democrazia repubblicana, oggi ci sono, ma possono reggere? - si è chiesto il sindaco nel suo saluto - .Oggi dobbiamo preoccuparci per il rischio di un ritorno al passato e per il diffondersi nel mondo di altre forme di contrapposizione e di spinta alla predazione, con la sopraffazione tra sistemi economici, o meglio, finanziari. Le conseguenze di crolli economici possono essere talmente distruttive da minare le basi della convivenza democratica”.

Per il sindaco Miatto, ringraziando forze dell’ordine e del volontariato presenti in piazza, c’è la soluzione: “E’ necessario stringersi allora attorno ai punti fermi ai quali non rinunciare mai: pace, giustizia, libertà e democrazia declinati in una repubblica che noi veneti conosciamo più di ogni altra gente italica. Occorre rinnovare la forza della democrazia repubblicana, tanto più oggi che si aprono brecce nelle istituzioni”.

“Una mossa - ha continuato - basterebbe, una riforma con l’applicazione di una forma di maggiore autonomia altrimenti il declino sarà inevitabile. Ma senza mai scalfire i princìpi di solidarietà, della cui misura abbiamo avuto testimonianza in questi primi mesi dell’anno nel combattere la guerra al corona virus, avversario letale”.


(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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