Vittorio Veneto, un monumento ai tre cittadini giustiziati dai fascisti: sabato l'inaugurazione in piazza Foro Boario

Ora Antonio Boffa, Giovanni Casoni e Temistocle Tomassi, avranno anche nella loro città, grazie all’azione dell’Anpi, un monumento a ricordo del loro sacrificio di semplici cittadini antifascisti, non partigiani.

Uccisi da un manipolo fascista a Cordignano il 12 aprile 1944 lungo l’argine del Meschio dove ora ci sono tre colonne a ricordo, erano stati i primi civili ad essere colpiti per rappresaglia dagli uomini di Giusto Chersi, segretario allora del Fascio di Vittorio Veneto.

Degli 11 bozzetti, lavori degli studenti del Liceo Munari, delle classi quarte, esposti al Cenedese per tre mesi nel 2019 a cura dell’Anpi e dell’Associazione culturale Mai, i primi tre sono stati premiati nel 2019.

E dopo attenta valutazione di una commissione quello di Jasmine Gillanders diventa ora, grazie ad un marmista artista, il monumento che sarà inaugurato sabato 4 luglio alle 11 in piazza Foro Boario, nell’area verde accanto alla chiesa di San Giuseppe. Accanto ci sarà un totem con le spiegazioni e il significato dell’opera.

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Il concorso era stato indetto nel 2017 dall’Anpi coinvolgendo il liceo artistico “Bruno Munari”, con interventi diretti a scuola per contestualizzare i fatti storici.

Il nuovo monumento consiste in tre lastre in marmo con zigrinature a riprodurre delle immagini, alte 185 centimetri, inserite su una base quadrata da 1 metro e 20 centimetri.

“Passato e presente per la libertà” questo il significato che spiega anche la presidente della sezione dell’Anpi Maria Chiara Marangon: “I famigliari dei tre cittadini antifascisti uccisi, persone normali (Antonio Boffa cancelliere della Pretura con 6 figli, Tomassi un colonnello che rifiutò di combattere per la Repubblica di Salò invitando i giovani alla renitenza, e Casoni ex nobile vittoriese) che hanno avuto il coraggio di non rimanere indifferenti, volevano da sempre questo ricordo".

"Noi siamo stati i facilitatori di questa iniziativa - dice Marangon - il monumento è ora della Città di Vittorio Veneto, dei vittoriesi, non dell’Anpi”. La loro uccisione in qualche modo dette il via al moto di consapevolezza e ribellione in città, e probabilmente anche alla nascita della lotta partigiana.


(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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