Prima udienza per l'omicidio di Paolo Vaj, battaglia tra avvocati. La difesa contesta gli atti d'accusa per le imputate

Prima udienza del processo per l’omicidio di Paolo Vaj (nella foto). In tribunale a Treviso, davanti al gup Marco Biagetti, si è svolta l’udienza preliminare per Patrizia Armellin e Angelica Cormaci, imputate di omicidio volontario premeditato, aggravato.

Il 57enne come si ricorderà è stato ucciso la notte del 18 luglio di un anno fa, nella casa di via Cal dei Romani a Vittorio Veneto, dove viveva con la compagna 56enne Patrizia e l’amica Angelica, una 24enne siciliana conosciuta in chat.

Ed è già battaglia tra accusa e difesa. Gli avvocati Marina Manfredi e Stefania Giribaldi hanno infatti contestato gli atti d’indagine che hanno portato al castello accusatorio del pubblico ministero Davide Romanelli che ha chiesto il processo per le due imputate.

A cominciare dalle dichiarazioni spontanee rese dalle due donne poco dopo essere state fermate dai carabinieri. Angelica, durante quei colloqui ha confessato: “L’ho ucciso io perché picchiava Patrizia, la mia mamy”.

Dichiarazioni autoincriminanti che la difesa non vuole fare entrare nel processo: “Sono state acquisite in modo illegittimo e devono essere escluse”.

Contestati anche gli accertamenti tecnici irripetibili effettuati nell’abitazione dove si è consumato il delitto e sui telefoni delle due donne. “Sono stati disposti mentre pendeva la nostra richiesta di incidente probatorio sulle lesioni riportate da Patrizia e Angelica la notte dell’omicidio. E quindi non sono legittimi” hanno sostenuto in aula gli avvocati.

La difesa ha inoltre sollevato una questione di incostituzionalità sull’impossibilità di chiedere il rito abbreviato (introdotta dalla recente riforma per reati che prevedano come pena l’ergastolo). Manfredi e Giribaldi intendono infatti chiedere il rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica: “Anche i carabinieri in fase d’indagine hanno più volte rilevato che i comportamenti di Patrizia e Angelica sono disturbati, ripetendo spesso il termine bipolare. Patologia di cui sono entrambe affette come ha rilevato il professor Luca Monteschi, perito del tribunale di Brescia, nella relazione psichiatrica che abbiamo depositato. Per questo è fondamentale che su questa questione vi sia una perizia del tribunale”.

Il giudice Biagetti si è riservato e ha fissato in dieci giorni il termine per la decisione. Presente all’udienza anche Roberta Nencini la moglie dalla quale Vai si era allontanato ma non separato che, assistita dall’avvocato Nicodemo Gentile, si è costituita parte civile.


(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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