Vittorio Veneto, Cesana Malanotti: attivata una unità speciale di presidio economico per ridure i costi

Una “War Room”, una vera e propria sala operativa per risollevare il Cesana Malanotti dopo il lockdown. All'inizio di questa settimana è tornato a riunirsi il consiglio di amministrazione dell'istituto di pubblica assistenza, che è stato chiamato, tra gli altri punti all'ordine del giorno, a prendere alcune decisioni sulla situazione economico-finanziaria dell'istituto stesso.

L'emergenza epidemiologica ha infatti determinato, scrivono il presidente Maurizio Castro e i suoi consiglieri, “oltre che una dolorosa lacerazione nel tessuto comunitario” rappresentato da operatori, ospiti e loro familiari, anche “imponenti effetti sull'andamento economico del 2020”.

Questi ultimi derivano sul versante dei ricavi “dalla sospensione del centro diurno, dalla riduzione dei posti letto occupati e dal rinvio delle attività educative”. Sul versante dei costi, il Cesana ha registrato “incrementi relativi alle attività di sanificazione e di approvvigionamento di presìdi e dispositivi”.

Già il 24 marzo il consiglio di amministrazione ampliò le disponibilità economiche per fronteggiare l'emergenza Covid, procedendo successivamente a una “penetrante e rigorosa ricognizione di tutte le variazioni di scenario che si potrebbero mantenere nei prossimi mesi, da una nuova insorgenza autunnale del virus a un progressivo recupero delle ordinarie condizioni di funzionamento dell'ipab a fronte dell'attenuazione epidemica”. 

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Con il coronavirus ancora presente in Italia e nel mondo, le incognite per il futuro sono ancora tante, perciò i vertici del Cesana Malanotti hanno deciso di affidare al direttore dell'istituto Tiziana Tonon l'incarico di verificare la destinabilità a copertura delle spese straordinarie determinate dall'emergenza Covid di risorse dell'avanzo di gestione 2019.

Il consiglio di amministrazione della casa di riposo ha anche deliberato di attivare una “unità speciale di presidio economico” composta da personale interno all'istituto che garantisca, “adottando le procedure manageriali della cosiddetta “War Room” (letteralmente “stanza della guerra” ma in senso lato “sala operativa” ndr), un'alimentazione costante di opzioni operative, progetti esecutivi, interventi una tantum e altro ancora ” finalizzati a rendere agibile con immediatezza un intervento integrato di riduzione dei costi (il termine usato in delibera è “cost squeezing”).

Alla vice presidente del consiglio Michela Da Ros è stato affidato l'incarico di coordinare entro settembre una revisione delle proiezioni a fine 2020 della situazione economico-finanziaria dell'istituto. La revisione sarà sottoposta al cda che la ratificherà o meno a seconda dello scenario epidemiologico, sociale ed economico delle prossime settimane.


(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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