Vittorio Veneto, da oggi arresti domiciliari per sei minorenni. Escalation di violenza fermata dai Carabineri

Taglieggiavano i coetanei, li derubavano, li minacciavano. Tutto per ottenere “il controllo” della città, del quale si vantavano sul gruppo Instagram “BloodgangVV”.

Protagonisti sei studenti minorenni, dai 16 ai 17 anni d’età, che da stamattina sono agli arresti domiciliari nelle loro abitazioni con le accuse di percosse, furto aggravato, rapina, minacce ed estorsione ai danni di ragazzi della loro età.

A incastrarli le indagini dei carabinieri di Vittorio Veneto coordinati dal capitano Giuseppe Agresti, che hanno consentito di contestare alla banda dieci episodi avvenuti in città tra l’ottobre del 2018 e il giugno di quest’anno.

A far scattare l’indagine, la denuncia di un 16enne rapinato. Il ragazzo era stato accerchiato dalla banda mentre si trovava in centro e gli era stata strappata la collana d’oro che portava al collo.

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Partendo da quell’episodio, i militari guidati dal comandante della stazione Mauro Vit, sono riusciti a risalire ad altri fatti e sono stati poi gli stessi minorenni ad andare in caserma insieme ai genitori per denunciarli: “I ragazzi della baby gang volevano controllare i coetanei, e per questo li taglieggiavano - spiega il comandante -. Estorsioni di piccole somme di denaro, dai 50 centesimi ai 5 euro, che servivano però per seminare la paura e far capire agli altri giovani che erano loro a comandare”.

Tra gli episodi, anche il furto di una felpa. Uno della gang si è avvicinato a un giovane chiedendogli di provare la felpa che indossava e non gliel’ha più restituita. Ma i comportamenti del gruppo, che postava ripetutamente foto sul gruppo Instagram, stavano subendo un’escalation: “L’allarme si stava diffondendo anche tra i commercianti della città - spiega Agresti -, dopo che uno di loro, intervenuto per redarguirli per come si stavano comportando con una delle loro vittime, è stato insultato e minacciato”.

All’esercente i ragazzini hanno intimato: “Fatti gli affari tuoi, tanto anche se chiami i carabinieri siamo minorenni e non ci succede nulla” per prendere poi a calci e sputi la sua vetrina. Fatti gravi per i quali il giudice del tribunale dei minori ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di permanenza domiciliare per tutti e sei.

 

(Fonte: redazione Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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