Da novembre 2019 in Afghanistan, due carabinieri vittoriesi ad Herat nella missione Nato: "Passione e orgoglio"

Due vittoriesi, due carabinieri, sono impegnati dallo scorso mese di novembre e in questo particolare periodo aggravato dall’emergenza sanitaria, nelle missioni di pace dell’Esercito: entrambi fieri di poter dare il loro contributo al miglioramento delle condizioni di popoli che hanno maggiori difficoltà e di poter proteggere e aiutare la gente, e con il pensiero costante dei loro affetti in città.

Parliamo del Maresciallo Maggiore Alessandro Lazzaro e dell’Appuntato Scelto Qualifica Speciale Davide Baldari. Normalmente non prestano servizio nelle caserme delle Compagnie sul territorio ma entrambi sono in servizio al Nucleo Carabinieri del Comando 132^ Brigata corazzata “Ariete” di Pordenone.

Da novembre 2019 sono impiegati in Afghanistan e di stanza al Train Advise Assist Command West di Herat, nell’ambito della missione Nato “Resolute Support”, il cui compito è fornire addestramento, consulenza ed assistenza alle istituzioni e alle forze di sicurezza afgane.

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Cosa vi anima per partecipare a queste missioni?

Lazzaro: Premetto che mi trovo per la prima volta in missione in Afghanistan e svolgo le mansioni di Comandante del Nucleo Carabinieri di Polizia Militare. Ciò che mi spinge ad affrontare una missione come questa è la passione per il mio lavoro unitamente al desiderio di conoscere un ambiente e una cultura diversi, anche se noi Carabinieri impiegati nella Polizia Militare operiamo essenzialmente all’ interno della Base di Camp “Arena”.

Baldari: Ciò che mi spinge, oltre alla volontà di svolgere il mio lavoro in un ambiente multinazionale, è la curiosità di conoscere una popolazione con usanze e cultura differenti dalle nostre, cercando di fare qualcosa per migliorare le loro condizioni di vita, per quanto il mio incarico lo consenta.

Quali sono le principali attività quotidiane?

Il Nucleo di Polizia Militare assicura il rispetto e l’osservanza di leggi, regolamenti e disposizioni dell’autorità all’interno dell’istallazione militare. In particolare svolgiamo funzioni di Polizia di Frontiera all’aeroporto, effettuando i controlli su persone, merci e mezzi, in arrivo e in partenza per l’Italia. Non mancano accertamenti e attività di Polizia Giudiziaria Militare e Ordinaria di iniziativa e su delega delle Autorità giudiziarie, controllo della circolazione stradale, servizi di scorta e viabilità, controllo sull’osservanza delle disposizioni anti covid -19;, vigilanza e controllo sugli esercizi pubblici e commerciali all’ interno della base di Camp “Arena”.

4. Carabinieri durante la visita del Comandante di Resolute Support Gen

Quanto vi manca la vicinanza di amici e famigliari?

Lazzaro: Siamo qui da novembre 2019 e il periodo di permanenza si è allungato, causa emergenza Covid. La mancanza di famigliari e amici ovviamente si fa sentire, ma per fortuna la tecnologia di oggi ci aiuta a rimanere in contatto quasi quotidianamente. Durante le festività si sente un po’ più la nostalgia di casa, ma devo dire che il sostegno da parte degli affetti non è mai venuto meno.

Baldari: La famiglia e gli amici mi mancano più che in altre missioni cui ho partecipato in passato, probabilmente a causa della situazione creata dal Covid che di fatto ha prolungato la nostra permanenza qui in Afghanistan.Con la questione Covid-19 ci sono ulteriori difficoltà?

“Qui a Camp Arena, grazie alle disposizioni impartite dal Comandante del Contingente, il Generale di Brigata Enrico Barduani, e alle conseguenti misure adottate, come la chiusura degli esercizi commerciali, la limitazione all’ingresso di personale afgano e la rigida osservanza del social distancing in tutte le attività, si è potuta contenere la diffusione del virus, al punto che siamo tra tutte le basi Nato dell’Afghanistan quella con il minor tasso di contagio.

Abbiamo visto che prestate servizio a Pordenone, nella Brigata Ariete: cosa vi ha spinto a entrare nell’Arma dei Carabinieri?

Lazzaro: Mi sono arruolato nel lontano 1986, attratto dalla serietà e dal rigore che l’Arma dei Carabinieri meglio esprimeva rispetto ad altri corpi armati dello stato. Devo anche ammettere che il fascino della divisa ha un po’ influenzato la mia scelta.

Baldari: Arruolarmi nei Carabinieri è sempre stato il mio sogno fin da ragazzo, che poi si è realizzato. Ho sempre pensato che indossare una divisa mi permettesse di aiutare la gente e di proteggerla.


(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it).
(Foto: per gentile concessione dello Stato Maggiore della Difesa).
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