Vittorio Veneto, scambio di beni militari: aerocampo e parte di caserma Gotti al Comune, stazione Carabinieri allo Stato

È praticamente fatto lo scambio tanto atteso, dopo 6 anni di trattative con Demanio e Ministero della Difesa. Arriva l’areocampo di San di Veglia e gran parte della superficie della ‘’Gotti’’.

In questo caso la delimitazione per frazionamento che servirà a determinare con esattezza l’area della caserma spettante al Comune sarà stabilita il prossimo 5 agosto. È il primo risultato dell’accordo siglato l’altro ieri (vedi articolo) dopo i sopralluoghi di tutti i beni militari presenti in città, e il tavolo tecnico istituito tra il Ministero della Difesa, l’Agenzia del Demanio e il Comune di Vittorio Veneto, e finalizzato alla valorizzazione delle caserme dismesse dall’Esercito Italiano presenti nel territorio comunale.

Al tavolo hanno partecipato il sindaco Antonio Miatto, l’assessore al Patrimonio Ennio Antiga, il Generale Michele Caccamo direttore della “Task Force valorizzazione e dismissione immobili” del Ministero della Difesa e l’ingegnere Edoardo Maggini direttore della direzione regionale Veneto della Agenzia del Demanio.

kinesiostudio nuovo

Allo Stato andrà in cambio la caserma dei Carabinieri di via Giacomo Boni. “È volontà di tutte le parti coinvolte nella trattativa, quella di portare a compimento l’intera operazione entro il mese di settembre - spiega il sindaco -, mentre nel corso dei prossimi due mesi il resto degli immobili del ministero saranno tutti valorizzati come già pattuito e pianificato. La Difesa fruirà delle varianti urbanistiche necessarie ad immettere fruttuosamente sul mercato le strutture che resteranno di sua proprietà: i palazzi Doro Altan, Marinotti, Piccin, la caserma Tandura e l’angolo nord-ovest della caserma ‘’Gotti’’ con l’edificio principale”.

Per il sindaco, che ha ringraziato per la collaborazione i rappresentanti della Difesa e dell’Agenzia de Demanio, un buon accordo per la città: “Vittorio Veneto grazie ai beni militari non più in uso andrà ad arricchirsi di una serie di superfici delle quali, fino ad oggi, non disponeva e che potranno permettere lo sviluppo di attività produttive, sportive e ricreative prima impensabili”.

 

(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
#Qdpnews.it

Print Friendly, PDF & Email

// Storie di Sport