Vittorio Veneto, crolla una parte di tetto della ex Mafil: torna ad infuriare la polemica tra Pd e amministrazione

  • Vittorio Veneto
  • - 30 Marzo 2020

Crolla un ulteriore pezzo di tetto della ex Mafil e pur nella crisi dovuta al coronavirus torna ad infuriare la polemica politica.

Prima un botta e risposta tra gli ex sindaci Tonon e Da Re sulla destinazione dei contributi europei per aiutare i paesi nella pandemia, ora nel “piccolo” di Vittorio Veneto ritorna in auge la condizione della ex Mafil di via Matteotti.

Ad accendere il cerino il capogruppo Pd Marco Dus con un post sul proprio profilo Facebook dal titolo “Favole”.

“Leggiamo dal programma di mandato della Giunta Miatto - scrive Dus - della ricerca di una “valorizzazione della ex Mafil, al momento adattata ad uso come magazzino delle associazioni vittoriesi e come magazzino comunale. L’immobile dovrà diventare un’opportunità di sviluppo e di ricchezza. La realtà è che la scorsa settimana è crollato il tetto dell’edificio comprato dalla Giunta Leghista anni fa per una cifra astronomica”.

A rispondere nei commenti in prima persona lo stesso sindaco Antonio Miatto: “Caro Marco, credo che sia l’ora di invitarti a contenere queste tue continue esternazioni, anche per il momento particolare che stiamo tutti vivendo".

"In ogni caso tutti, ma proprio tutti, a Vittorio hanno avuto modo di apprezzare le qualità indiscutibili della passata Amministrazione per cui cerca di apprezzare, a tua volta, la mitezza della presente Amministrazione che evita accuratamente di infierire" - sottolinea Miatto.

"Quel tratto di tetto che è venuto giù era già rotto ed esposto alla pioggia e anche semicrollato da una decina di anni. - conclude - Tu dai invece la colpa a questa Amministrazione senza preoccuparti del fatto che nulla avete fatto nemmeno voi nei 5 anni della vostra appena terminata per metterci almeno un telo sopra”.

(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it).
(Foto: Mafil Vittorio Veneto).
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Veneto, la curva sale a 8.724 casi positivi di Coronavirus. Ieri tre decessi tra Treviso e Vittorio Veneto

  • Vittorio Veneto
  • - 30 Marzo 2020

La parabola dei casi positivi al Covid-19 è salita a quota 8.724 pazienti: a renderlo noto è la stessa Azienda Zero, tramite l'ultimo bollettino risalente alla mattinata di oggi, lunedì 30 marzo.

Tra questi oltre 8 mila casi, si registrano 5.575 persone seguite in regime di isolamento domiciliare, mentre circa 1.989 sono i ricoverati negli ospedali del Veneto, di cui 356 in terapia intensiva.

Saliti i dimessi, pari a 747, ma purtroppo anche i decessi, con quota 413 in tutta la Regione.

Nella giornata di ieri, domenica 29 marzo, la Marca trevigiana ha registrato tre decessi, due casi a Treviso e uno a Vittorio Veneto: si trattava di pazienti di età media pari a 79 anni e con gravi patologie pregresse.

A proposito di ospedali, secondo l'ultimo bollettino risalente al tardo pomeriggio di ieri, domenica 29 marzo, si è registrata una stabilità del numero dei ricoveri nella Marca trevigiana.

Il rapporto tra i casi in area non critica e in terapia intensiva è di 18 e 9 a Conegliano, 29 e 7 a Montebelluna.

Leggera diminuzione al Ca' Foncello di Treviso, con 111 pazienti in area non critica (2 casi in meno) e cifra stabile di 25 persone in terapia intensiva.

Diminuzione tra i casi in reparto normale anche a Vittorio Veneto, con 102 persone (2 in meno) e numero stabile di 6 pazienti in terapia intensiva.

A Oderzo, invece, resta stabile il numero di 19 pazienti in area non critica, mentre salgono a 5 (l'aumento è di una unità) i casi in terapia intensiva.

 

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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Verità e fake news sul Coronavirus con il medico Salvo Di Grazia, ospite del programma Presa Diretta su Rai 3

  • Vittorio Veneto
  • - 29 Marzo 2020

A rendere complesso questo periodo di emergenza sanitaria sono anche le numerose fake news che circolano sul tema, le quali contribuiscono solamente a inasprire un periodo contrassegnato dall'ansia e dalla paura.

Sulla questione si è espresso anche Salvo Di Grazia, medico chirurgo, specialista in ostetricia e ginecologia all'ospedale di Vittorio Veneto che da anni svolge un'attività di divulgazione scientifica spiegando, su internet e in occasione di convegni in giro per l'Italia, la differenza tra buona e cattiva medicina, tra scienza e ciarlataneria.

Autore di libri sull'argomento, collabora con istituzioni e università proprio nel campo della corretta informazione scientifica, argomento affrontato, inoltre, in occasione di una puntata del programma Presa Diretta su Rai 3, andata in onda lo scorso mercoledì 25 marzo e condotta da Riccardo Iacona.

Nel corso della puntata lo stesso Salvo Di Grazia ha sfatato alcune false credenze in merito al Covid-19.

Quali sono le bufale sul Coronavirus che girano maggiormente sul web?
Anche se sembrano tutte diverse sono in realtà due grandi gruppi. Le false cure e le teorie del complotto. Che poi sono le tipologie più frequenti di fake news che si trovano in giro sempre su ogni argomento. Si va così dalla cura di Covid con rimedi quasi casalinghi, come la vitamina C o l'acqua calda, alle cure più complicate (gli anticorpi monoclonali o vaccini segreti): questo dimostra come tali bufale siano totalmente a caso, perché non seguono nessun filo logico. E poi i complotti, che vogliono di volta in volta che il virus sia stato creato in laboratorio oppure che in realtà non esista nemmeno. Un giorno è assolutamente inoffensivo, il giorno dopo esiste per sterminare l'umanità, l'opposto che le stesse persone diffondono.

Da dove nasce la tendenza a creare fake news anche in epoca di emergenza sanitaria e chi può avere interesse nel farlo?
È qualcosa che accompagna l'uomo da sempre. Qualcuno di noi che ha più di 50 anni ricorderà le "catene di S. Antonio", centinaia di lettere lasciate nella posta delle abitazioni che annunciavano sventure e sfortune (epidemie, bancarotta, terremoti...) e che invitavano a fare ulteriori fotocopie della lettera da diffondere per alimentare la catena. Quando c'è un momento di allarme si respira un'aria generale di paura e ansia e c'è chi ne gode e ha piacere sapendo di aver causato un movimento generale, una reazione enorme con un piccolo gesto. A carnevale c'è chi ha un brivido lanciando un petardo tra le folla o un po' come il piromane, chi appicca un incendio sa di fare qualcosa di sbagliato e pericoloso ma lo fa per il "brivido" di farlo. E poi ci sono i furbi e i truffatori, quelli che vendono queste cure nascoste, segrete, veloci e, puntualmente, false.

Ci sono delle misure per contrastare il fenomeno e come può difendersi il cittadino?
Il cittadino deve svegliarsi un po'. Non esiste che in epoca informatica c'è ancora gente che non sappia usare il computer. Ci sono due mezzi semplici e infallibili: fidarsi solo di notizie istituzionali e non di chi dice "hanno detto che" o "un'infermiera amica del fratello di mia cugina si è lasciata scappare che...", solo informazioni serie, da fonti certe e poi evitare di essere complice di queste, che alla fine sono truffe. Cestinare questi messaggi, interrompere la catena, non diffonderla ulteriormente.

In tempi normali, quanto la medicina è soggetta alle fake news e perché c'è interesse nel creare panico in questo campo?
La medicina è tra i campi più soggetti alle fake news per un motivo semplice: alla salute ci teniamo tutti. Le fake news sullo sport o sulla politica al massimo ci fanno sorridere, ci sembrano inoffensive, quando si parla di salute tutti ci chiediamo "e se fosse vero", soprattutto per argomenti delicati. Se avessimo una malattia grave e qualcuno ci dicesse di poterla curare con un rito magico, in preda alla disperazione chiunque quel rito lo proverebbe. Tanto, si ripeterebbe, che male può farmi? Invece fa tanto male: crea panico, incertezze, confusione, spesso è un modo per truffare o rubare soldi e, non proprio raramente, è direttamente dannoso per la salute. Come per quel signore americano che leggendo su internet che la malattia da Coronavirus si curava con un derivato del chinino e vedendo che un prodotto per la pulizia dell'acquario che aveva a casa lo conteneva, ha bevuto il detergente ed è morto. Per una bufala.

I medici possono fare qualcosa anche in questo senso?
Anche loro devono comportarsi coscienziosamente. Evitando la diffusione delle bufale, restando fermi nel contrastarle, spiegandole al cittadino e ai propri pazienti. I medici sono anch'essi uomini e possono avere le stesse debolezze dell'uomo e molti medici sono vittime di bufale, ma hanno ancora più responsabilità se ne diventano complici, quindi anche loro devono fidarsi e affidarsi solo a informazioni serie, scientifiche, affidabili.

Quali sono i sintomi del Coronavirus che il cittadino deve tenere presente, al di là delle bufale in circolazione, e cosa deve fare in quel caso?
I sintomi di Covid-19 (la malattia da Coronavirus) sono abbastanza chiari quando la malattia ha un decorso severo, in molti altri casi sono sfumati e, in linguaggio medico, aspecifici, cioè comuni a molte malattie. Quindi finché non si hanno sintomi seri o preoccupanti bisogna stare tranquilli. Se invece si avesse febbre e difficoltà respiratorie e con queste anche tosse, è bene avvertire il proprio medico curante che farà alcune domande spiegando cosa fare e decidendo il comportamento migliore. E proprio per questo, mai come oggi, il medico di medicina generale ha un ruolo fondamentale e resta un riferimento per le nostre famiglie.

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: Fondazione Umberto Veronesi).
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Vittorio Veneto, Dus: "Per la crisi che deriverà dal covid-19 solo briciole alle famiglie, il sottopasso non è una priorità"

  • Vittorio Veneto
  • - 29 Marzo 2020

A questo punto il sottopasso di via Cal Larga non è un priorità, aiutiamo con quei soldi le famiglie vittoriesi in difficoltà per la crisi prodotta da corona virus”: parole e musica del capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale Marco Dus (nella foto).

Una uscita a seguito della decisione, apprezzata, della giunta comunale di sospendere il pagamento delle rette dell’asilo nido e delle tariffe del trasporto scolastico: ”Bene che la Giunta abbia accolto, anche se in modo parziale, la nostra richiesta di esentare da questi pagamenti le famiglie di Vittorio Veneto - spiega Dus -. Spiace però riscontrare ancora una volta che, anche in un momento così delicato per la nostra comunità, si preferiscano spendere milioni di euro per la realizzazione di un sottopasso in zona industriale, che sicuramente in questo momento non è la priorità, e si destinino solo 20 mila euro per le famiglie”.

Giovedì infatti la giunta ha deliberato l’impegno del comune sulla questione del sottopasso in via Cal Larga, a seguito della chiusura del casello di via Deganutti nell’ambito della elettrificazione della linea ferroviaria. Una spesa già anticipata in consiglio comunale di 1 milione e 340 mila complessivamente per la variante.

Una spesa esosa - rincara Dus - mentre si lasciano solo le briciole alle famiglie. Chiediamo alla Giunta di rivedere le priorità, anche in considerazione delle difficoltà economiche che sicuramente emergeranno nei prossimi mesi. Non è questo il momento di impegnarci con opere che possono sicuramente aspettare, pensiamo prima alle famiglie e ai lavoratori”.

(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it).
(Foto: Marco Dus - Facebook).
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Il Rotary di Conegliano-Vittorio Veneto dona 12 tablet al Covid hospital: "Vogliamo far sentire meno soli i pazienti"

  • Vittorio Veneto
  • - 29 Marzo 2020

Il Rotary club di Rotary club di Conegliano Vittorio Veneto ha donato, venerdì pomeriggio, dodici tablet all’ospedale-Covid di Vittorio Veneto.

“Non potevamo rimanere inerti di fronte all’emergenza in corso - spiega il presidente del sodalizio, Diego Tomasi - . Il primo obbligo degli appartenenti alla nostra associazione è, infatti, quello di contribuire a sostenere ed alleviare i bisogni della comunità locale e a questo scopo il nostro Club dedica tutti i propri sforzi. Abbiamo accolto con favore la proposta della direzione di contribuire a far sentire meno soli i pazienti ricoverati a Vittorio Veneto, dando loro, attraverso i tablet, la possibilità di comunicare con i propri familiari”.

Al Rotary club di Conegliano e Vittorio Veneto va il nostro più sentito ringraziamento per la sensibilità dimostrata anche in questa occasione - commenta il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi -. La possibilità di comunicare con i familiari, lo stiamo vedendo in tutti i nostri ospedali, è molto importante e permette a chi è ricoverato di sentirsi meno solo. Al Rotary così come a tutti gli altri soggetti, associazioni, imprenditori, aziende artigiane, che in questa fase ci stanno supportando e sostenendo va un grazie di cuore”.

Il Rotary, oltre a donare i tablet, ha sostenuto con una donazione il Rotaract Club Conegliano - Vittorio Veneto (area giovani del Rotary) che ha chiuso la raccolta fondi attivata in favore del progetto RestiAMOacasa del Comune di Vittorio Veneto, volto a sostenere il Comune nell’acquisto di contenitori funzionali alla consegna a domicilio di pasti caldi agli anziani e di altro materiale di prima necessità”.

(Fonte e foto: Ulss 2 Marca Trevigiana).
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