Disdice il contratto telefonico di rete fissa dell’attività di ristorazione, ma gli bloccano il cellulare. E a distanza di quasi due mesi continua ancora a trovarsi addebitato il canone telefonico abbinato al numero fisso dell’attività ora chiusa.
Disavventura a suon diffide per un pubblico esercente vittoriese. A rendere pubblica la vicenda è Antonella Secchi, direttrice di Ascom Vittorio Veneto.
“Il 6 agosto, per conto del mio associato, ho inviato alla Wind la disdetta del contratto telefonico per cessazione di attività – ripercorre la direttrice -. Due mesi dopo, nonostante la disdetta inviata e la relativa accettazione da parte dell’operatore telefonico per il numero di rete fissa, Wind continua ad effettuare la fatturazione oltre ad avere bloccato illegittimamente il numero di cellulare del mio associato, causandogli un gravissimo danno”.
A Secchi non è rimasto che inviare alla Wind una diffida. Se la società non sistemerà al più presto la questione, l’associazione di categoria annuncia per conto del proprio associato l’avvio di un’azione legale per risarcimento danni.
“Ad oggi, 4 ottobre – conclude Secchi – il cellulare del mio associato è sempre bloccato”.
(Foto: web).
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