Veneto, tasso di occupazione dell’area medica al 19%. Zaia: “Con un punto al giorno arriviamo al 10 gennaio al 30% che ci porta in zona arancione”

Grazie al nuovo decreto del Governo italiano, dal 10 gennaio i contatti stretti di un positivo, che hanno la dose booster e sono asintomatici, non dovranno più fare la quarantena ma solamente un tampone di controllo.

Il presidente della Regione Luca Zaia ha detto che questa nuova decisione eviterà le quarantene ad un milione e 600 mila veneti.

Fino al decimo giorno successivo all’ultima esposizione al caso positivo, c’è comunque l’obbligo di indossare le mascherine Ffp2 e di effettuare, solo qualora sintomatici, un test antigenico rapido o molecolare al quinto giorno successivo all’ultima esposizione al caso.

La cessazione della quarantena o dell’auto-sorveglianza (quando sintomatici) ci sarà dopo l’esito negativo di un test antigenico rapido o molecolare, effettuato anche in centri privati.

I contagi giornalieri di Covid-19 in questa fase della pandemia in Veneto sono superiori a quelli della punta massima del dicembre del 2020, ma le ospedalizzazioni sono di circa un terzo.

Anche la mortalità non è come quella dell’anno scorso, dove c’erano anche bollettini con 200 morti al giorno, e fino a questo momento in Regione sono stati somministrati 9.063.410 vaccini contro il Coronavirus (l’87,2 % dei veneti si è vaccinato).

Il presidente Zaia ha spiegato che è grazie ai vaccini se oggi siamo ancora “aperti” e se i dati ospedalieri ci permettono di guardare con un minimo di speranza al futuro.

L’80% dei pazienti in terapia intensiva è non vaccinato e un paziente su due in area medica non è vaccinato.

Il presidente del Veneto ha detto che in questo momento bisogna concentrarsi sui sintomatici che vanno testati e che dal 10 gennaio il Green pass rafforzato riguarderà diverse realtà (mezzi di trasporto pubblici, ristoranti all’aperto, fiere e congressi).

Per Zaia la vera sfida ora è fare più dosi booster possibile e in Veneto ci sono ancora posti in agenda per vaccinarsi (l’obiettivo è di arrivare a fare 60 mila dosi al giorno, di cui 50 mila dosi booster).

Le autorità regionali sono preoccupate per le prossime festività, che nascondono il rischio di nuove occasioni di contagio, e anche per il livello di circolazione del virus, che è ancora molto alto.

In questo momento in Veneto l’incidenza è di 610 positivi su 100 mila abitanti, il tasso di occupazione delle terapie intensive è 18%, quello dell’area medica è 19% mentre l’Rt è 1,13.

Con il 19% in area medica vuol dire che noi ci giochiamo 11 punti e poi si va in arancione – ha commentato Zaia – Ieri era 18: se è un punto al giorno più o meno, arriviamo al 10 gennaio al famoso 30% che ci porta in zona arancione”.

Oggi ci sono 190 pazienti Covid e 286 pazienti non Covid in terapia intensiva, 12.358 morti in totale (23 in più di ieri) e 25.256 pazienti dimessi dagli ospedali (46 pazienti dimessi nelle ultime 24 ore).

Nelle ultime 24 ore sono state inoculate 51.442 dosi di vaccino contro il Covid, di cui 43.351 dosi booster per un totale di 1 milione 665 mila dosi booster.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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