Il Montello è da sempre luogo ameno amato dai molti appassionati non solo per poter effettuare passeggiate ed escursioni ma anche per la raccolta di funghi. La ricerca dei funghi è il modo ideale non solo per raccogliere questi stupendi frutti della terra, ma anche per rilassarsi con gli amici o con la famiglia godendo della natura all’aria aperta.
Negli scorsi giorni sono state rese pubbliche le disposizioni per la raccolta dei funghi lungo il corso del 2020 nel territorio provinciale e nello specifico nell’area del Montello. In questa zona i proprietari, gli usufruttuari, i conduttori ed i loro familiari potranno raccogliere funghi all’interno del fondo in proprietà o conduzione senza alcun permesso, senza limitazione di peso e in qualsiasi giorno della settimana.
All’interno dei fondi privati la raccolta è vietata a tutti gli altri raccoglitori, fatta eccezione per quelli specificatamente autorizzati dal proprietario o conduttore. Il divieto potrà essere manifestato in ogni forma idonea a portare inequivocabilmente a conoscenza di terzi tale volontà, compresa l’apposizione lungo i confini di adeguata tabellazione recante tale divieto.
I residenti dei 5 Comuni: Crocetta del Montello, Giavera del Montello, Montebelluna, Nervesa della Battaglia, Volpago del Montello compresi nell’area del Montello, potranno raccogliere funghi in tutta l’area nei giorni di martedì e venerdì di ogni settimana, previo versamento di un contributo di 5 euro a titolo di permesso giornaliero o di 25 euro a titolo di permesso annuale.
In tutta l’area del Montello, salvo che per le categorie di persone indicate precedentemente e per i soggetti portatori di handicap, la raccolta dei funghi è vietata. La raccolta giornaliera pro-capite dei funghi epigei commestibili è limitata complessivamente a 3 kg, di cui non più di 1 kg delle seguenti specie: pioppini, ovoli, porcini, fungo di san giorgio, finferlo, prugnolo, trombetta da morto, mazza di tamburo e spugnola.
Naturalmente nella raccolta è vietato l’uso di rastrelli, uncini o altri mezzi che possono danneggiare lo strato umifero del terreno, il micelio fungino e l’apparato radicale della vegetazione.
(Fonte: Ylenia Bigolin © Qdpnews.it).
(Foto: web).
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