La crisi economica scaturita dalla pandemia di Coronavirus è destinata a ripercuotersi anche sul mondo del calcio locale.
Un caso eclatante è quello dell’Unione sportiva Cisonese, la società di Cison di Valmarino, che occupa attualmente il quarto posto del Girone G di Prima Categoria, che rischia di “scomparire” dopo 50 anni di attività.
Ieri sera, martedì 9 giugno 2020, è andato in scena il summit tra i giocatori, il consiglio e il presidente Celeste Stella, dove quest’ultimo ha spiegato la situazione ai ragazzi: “Ho detto alla squadra di prendersi 10 giorni per decidere se rimanere oppure cercare un altro team. La situazione è critica: con l’annullamento dell’edizione 2020 di Artigianato Vivo il danno economico per la società è terribile“.
La storica manifestazione del Comune, infatti, era fonte di circa l’80% degli introiti annuali del club della Vallata: un evento a cui tutto il team ogni agosto partecipava attivamente con il proprio chiosco alle Case Marian.
“Con lo stop salta tutto – spiega Stella -. La squadra e Artigianato Vivo erano legate a doppio filo, questo Covid ci ha tagliato le gambe. Ora più che mai è a rischio il futuro del club”.
“Ovviamente tutto è ancora in standby, dagli allenamenti alle partite, tutto bloccato – sottolinea -. Rischiamo di dover ritirare la squadra e di ripartire dalla Terza Categoria“.
Questo tipo di problematiche pendono non solo sul capo della Cisonese, ma anche su tante altre realtà del territorio, non solo sportive, che a causa di questa pandemia rischiano di alzare bandiera bianca.
(Fonte: Luca Collatuzzo © Qdpnews.it).
(Foto: Usd Cisonese).
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