Il cardinale Stella a Pieve di Soligo: “Torno volentieri in questi luoghi e percorro queste strade anche in bicicletta”

 

Questa mattina, domenica 28 giugno 2020, il cardinale Beniamino Stella ha celebrato la Santa messa nel duomo della sua amata Pieve di Soligo, nella quale torna sempre molto volentieri quando i suoi impegni a Roma glielo consentono.

In duomo erano presenti tanti fedeli che hanno seguito la funzione religiosa rispettando il distanziamento sociale e le misure previste per il contrasto al Covid-19.

Qualche settimana fa, il cardinale è stato promosso da papa Francesco in persona all’Ordine dei cardinali-vescovi, ricevendo il titolo della Chiesa Suburbicaria di Porto -Santa Rufina.

In un’intervista concessa a Qdpnews.it, il cardinale si è soffermato sull’emergenza Coronavirus, sul suo rapporto personale con papa Francesco e sulle bellezze di Pieve di Soligo e del Quartier del Piave che nel tempo ha visitato anche in sella alla sua bicicletta.

“Nessuno di noi ha memoria di una tragedia di questo genere – ha spiegato il cardinale Stella riferendosi al Coronavirus – quindi abbiamo dovuto prepararci di giorno in giorno però tante persone hanno sofferto la solitudine, la quarantena e tutto ciò che ha comportato lo stare chiusi. Penso che siano state coltivate un po’ le relazioni familiari non per necessità ma perché era opportuno e bene stare insieme e vivere anche una vita di famiglia”.

“Immagino che nella nostra Regione, che è molto legata al tema del turismo, ci siano tante precarietà e tanti problemi ancora da risolvere – prosegue – Però la nostra gente è abituata a lavorare, a rimboccarsi le maniche e non aspetta aiuti dalla “casa madre”. Ciascuno si mette a fare e cerca le soluzioni: questo è un po’ il pregio della nostra gente”.

“Ieri ho visto papa Francesco – continua -, siamo stati un quarto d’ora insieme per delle questioni di lavoro, e la cosa bella è sentirsi a proprio agio e sentirsi accolti perché il Santo Padre ti aspetta alla porta, ti congeda all’ascensore e ti invita a sedere. Sono quei piccoli gesti di umanità e di accoglienza che fanno sempre piacere. Poi il papa ti guarda negli occhi e ti ascolta: sono sempre degli incontri molto belli che incidono nella vita e io sono molto fortunato in questo senso”.

“Questo segno che mi ha dato ai primi di maggio io l’ho chiamato “una carezza del papa” – aggiunge il cardinale Beniamino Stella – Non è che comporti delle responsabilità o degli impegni particolari però è un piccolo segno di affetto a cui io desidero corrispondere nel segno della fedeltà e del compimento del dovere. Dobbiamo veramente sostenere il papa perché anche per lui sono stati tempi difficili: il suo sguardo è verso l’America Latina che tuttora è sotto la presa di questo virus. Cerchiamo di sostenere il papa, di incoraggiarlo perché non senta troppo il peso di questa tremenda croce che anche per lui ha segnato un po’ di sofferenza e di precarietà il suo stesso servizio ovviamente”.

“Dobbiamo mantenere questo territorio incontaminato soprattutto da un punto di vista umano – ha affermato il cardinale riferendosi a Pieve di Soligo e a tutta l’area del nuovo Patrimonio dell’Umanità -, renderlo sempre più bello e più attraente attraverso gesti di accoglienza. Siamo provati dall’assenza del turismo, ne abbiamo tanto bisogno ma torneranno i tempi. Questo segno dell’Unesco di aver posto gli occhi su questa terra è un gesto che darà i suoi frutti e che resterà: piano piano avremo modo di far conoscere questo tesoro che portiamo tra queste nostre colline e queste pianure”.

“La nostra gente ha bisogno di sentire che è utile e che è aperta al mondo – conclude – Cerchiamo di essere generosi con chi viene, accoglienti con ogni popolo e nazione. Io sono felice di venire in questi luoghi nei quali torno volentieri. Guardo le colline, conosco questi luoghi e queste strade che percorro ancora, grazie a Dio ho salute, girando a piedi e talvolta anche con la bicicletta: il mio piccolo sport che cerco di mantenere per poter conservare il corpo che mi aiuti nel mio servizio a tempo pieno alla soglia quasi degli ottanta anni. Finché Dio vuole, finché il papa desidera siamo a servizio del Signore, della Chiesa e del Santo Padre”.

 

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto e Video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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