Cappella Maggiore, ripartono dal 26 agosto le attività del progetto Caleidos dedicate a mamme e bambini

Proseguono, dopo il successo del primo ciclo, le attività del progetto Caleidos all’uliveto didattico di Cappella Maggiore. Caleidos, co-finanziato dall’impresa sociale “Con i bambini” e frutto di un’ampia partnership che vede coinvolti, oltre alla capofila Cooperativa Itaca, Ulss 2 Marca Trevigiana – Distretto Pieve di Soligo, Fondazione di Comunità Sinistra Piave, Istituti comprensivi di Cappella Maggiore e “Grava” Conegliano 1, Nido Comunale di San Vendemiano (gestito dalla Cooperativa Stella), è un progetto triennale condotto dalla cooperativa sociale Itaca che nasce per promuovere i servizi del territorio e superare le fragilità educative, offrendo nuove opportunità ai bambini 0-6 anni e alle loro famiglie, assicurando loro il diritto ad apprendere, formarsi, sviluppare capacità e competenze, coltivare le proprie aspirazioni e talenti già da piccoli.

Le nuove date sono previste per il 26 agosto, il 2, il 9, il 16 e il 30 settembre alle 8.30 per il primo gruppo del mattino fino alle 9.30, al pomeriggio dalle 16.30 alle 17.30 per il secondo gruppo.

Quello dei prossimi appuntamenti sarà un percorso mirato per permettere alle mamme di incontrarsi nuovamente, confrontarsi e giocare con i propri bambini in assoluta sicurezza, anche per superare l’isolamento di questi mesi causato dalla pandemia da Covid19.

Con le coperte distese sul prato presso l’uliveto didattico di Cappella Maggiore, piccoli gruppi di mamme con i loro bambini si incontreranno, guidate nelle attività dalla psicologa di Itaca Elisa Tomasi, immersi nella natura. Le attività saranno tutte gratuite ma con prenotazione obbligatoria.

“La chiusura di tutte le attività educative a causa dell’emergenza Covid-19 ha avuto un grave impatto sulla vita dei bambini e delle loro famiglie – afferma Chiara Zanette, assessore alla cultura e ai servizi sociali di Cappella Maggiore -. Nonostante si sia cercato, grazie al progetto Caleidos della Cooperativa Itaca, di rimanere vicini a loro nonostante la distanza fisica, è apparsa ancora più evidente la necessità di un’azione educativa diretta, fondata sulla relazione. Siamo quindi felici che siano ripartite sia le attività del punto educativo che quelle domiciliari, alle quali si è aggiunto un nuovo tipo di supporto: l’insegnamento della lingua italiana alle mamme di origine straniera. Un ulteriore importante contributo per facilitare l’inserimento e l’integrazione delle donne e delle loro famiglie nei diversi contesti sociali, promuovendo l’incontro e lo scambio reciproco”.

(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto: Cooperativa Itaca).
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