Quindici posti di lavoro e due stipendi persi, sono il triste bilancio che l’Adl Cobas di Treviso annuncia in un post della propria pagina social, raccontando la vicenda della Dima Tintolavanderia di Cusignana, a Giavera del Montello.
Ieri, mercoledì 7 ottobre, un gruppetto di lavoratori si sono piazzati davanti all’azienda per manifestare la loro protesta: “Ci sono 15 lavoratori che sono stati licenziati, senza garanzia di pagamento delle competenze e senza prospettive di occupazione – scrivono i rappresentanti sindacali -. Ancora una volta si svela la truffa delle cooperative, ancora una volta il profitto delle aziende viene messo al di sopra dei diritti dei lavoratori. Chiediamo che la società si prenda la responsabilità di questi lavoratori e che si apra un tavolo di trattativa. Non faremo un passo indietro per far valere i nostri diritti”.
Tutto ha origine il 17 agosto scorso, quando la Vittoria Soc. Coop. viene messa in liquidazione, i lavoratori che fino a prima lavoravano alla Dima si sono trovati senza posto di lavoro e senza parte dello stipendio di agosto e della totalità dello stipendio di settembre.
“Abbiamo chiesto – sottolineano dall’Adl Cobas Treviso – due cose semplici: che Dima si prendesse carico degli stipendi arretrati e che, visto che il lavoro non mancava, ci fossero delle possibilità di ricollocazione per i lavoratori. Ci siamo sentiti rispondere, dopo due mesi dall’inizio della vertenza, che Dima valuterà se, come e quando dare un contributo per quanto riguarda gli arretrati, ma che per quanto riguardava il posto di lavoro non c’era margine di trattativa, e addirittura che la decisione di far chiudere la cooperativa Vittoria sia in realtà responsabilità dei lavoratori, come se qualcuno ancora credesse alla favoletta delle cooperative in cui ogni socio ha lo stesso potere decisionale“.
“Vogliamo l’immediata apertura di un tavolo che trovi delle soluzioni rapide e definitive a questi problemi – conclude la nota del sindacato dando voce ai lavoratori -. Non siamo solo numeri di matricola su una lista, siamo persone che hanno famiglie e bisogni che ora sono messi in pericolo da scelte aziendali sulle quali non abbiamo nessuna responsabilità”.
(Fonte: Flavio Giuliano © Qdpnews.it).
(Foto: Facebook – Adl Treviso).
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