Fabrica: una storia lunga trent’anni. “Qui cerchiamo nuove idee per cambiare il mondo”

Fabrica: una storia lunga trent’anni

Un luogo meraviglioso, uno dei più iconici dell’architetto giapponese Tadao Andō, a pochi passi dalla città di Treviso ma abbastanza isolato, come in uno scrigno, tra le verdi campagne della Marca.

Lo spazio ideale per dar vita a un’officina di talenti che qui possono dare libero sfogo alla loro creatività: sia questa legata al mondo della musica, dell’arte, del cinema o della fotografia. 

Intervista a Carlos Casas – Video di Simone Masetto

La base di partenza, nel 1994, è la visione di Luciano Benetton e di Oliviero Toscani, che decidono che Villa Pastega (del XVII secolo) dopo l’intervento dell’architetto nipponico, ben si prestava a diventare Fabrica, un luogo così all’avanguardia, sia per architettura sia per concetto, che anche dopo 30 anni risulta più contemporaneo che mai

Ma una volta fatto il “contenitore” questo luogo andava “riempito” e allora la decisione di far nascere una residenza artistica gratuita di sei mesi a creativi under 25 provenienti da tutto il mondo. Ogni semestre il percorso di ricerca verte su un tema specifico e viene esplorato attraverso una contaminazione costante tra discipline come fotografia, design, video, scrittura, musica, arte e media digitali. Fabrica, ancora oggi e sempre di più, organizza inoltre un programma di workshop, conferenze ed esperienze dove il mondo dell’arte, della cultura e della ricerca si confrontano progettando nuove idee

Nel corso di questi trent’anni (oggi l’anniversario) sono stati quasi 800 i “fabricanti”, tra designer, ricercatori, fotografi, videomaker, registi, musicisti, scrittori e giornalisti provenienti da 72 Paesi, che hanno trascorso un periodo della loro formazione tra le stanze, i corridoi e l’agorà di questo edificio, dove la bellezza della tradizione architettonica italiana incontra l’essenzialità e l’armonia del pensiero orientale.

Per festeggiare questo importante traguardo la sede ha aperto le porte al pubblico per una giornata di mostre, concerti, DJ set, conferenze, workshop, performance, proiezioni, dove i protagonisti sono i creativi che hanno condiviso la loro esperienza a Fabrica dal 1994 ad oggi. 

Dal 2022 il program director è l’artista visivo e regista Carlos Casas (Barcellona, 1974), anche lui ex fabricante e oggi “guida” dei giovani talenti che cercano ispirazione all’interno di quest’oasi architettonica. 

Qual è lo scopo di Fabrica, dalla sua fondazione fino ai suoi primi trent’anni di vita?

“Ha avuto sempre lo stesso scopo, che è quello di dare spazio a giovani artisti e creativi di tutto il mondo. Si riuniscono qui, a Catena di Villorba, per discutere, creare e ricercare nuove idee per cambiare il mondo che viviamo. Proprio l’idea di usare l’arte come motore per cambiare il mondo è la mission di questo luogo. Oggi, dopo trent’anni, chi viene qui ha la possibilità di avere l’influenza di oltre 800 artisti arrivati da Paesi di tutto il mondo per diventare cittadini del mondo nel modo più alto che possiamo immaginare”. 

In trent’anni il mondo è cambiato totalmente. Come ha fatto Fabrica a rimanere al passo con i tempi?

“Siamo stati fortunati ad avere come base di partenza questo luogo meraviglioso, creato dall’architetto giapponese Tadao Andō, che ha fornito una zona quasi sacra e spirituale. Chi viene qui riesce ad isolarsi dalla follia del contemporaneo; poi l’idea di avere fiducia nei giovani ha fatto il resto. La domanda a cui cerchiamo di dare quotidianamente risposta è: “Come possiamo aiutare le nuove generazioni in modo che queste riescano poi a cambiare la società?” Qui sono passati dei giovani artisti che poi sono diventati nomi importanti nel mondo”. 

Quali sono i concetti principali di Fabrica?

“Che tutte le culture hanno lo stesso valore, ma che queste devono discutere e comunicare tra loro, e che non ci sono discipline superiori alle altre. Questo luogo permette a tutte queste realtà di incontrarsi in un contesto magico”. 

Ha parlato di contesto. Quanto importante è lavorare in spazi come questi? Belli e impattanti dal punto di vista dell’architettura?

“È fondamentale. L’idea dell’architetto è stata quella di creare un luogo unico dove la luce e il legame con la natura fossero un elemento base. Noi qui ci troviamo in uno dei punti più bassi di Fabrica, dove è stato creato un luogo usato dalla gente per muoversi e discutere e dove la luce produce l’effetto di benessere che è fondamentale per far nascere nuove idee”.

(Foto e video: Qdpnews.it ©️ riproduzione riservata)
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