Piccoli borghi a confronto per la rigenerazione culturale

“Piccolo è bello?”. Se lo sono domandati amministratori e rappresentanti di imprese culturali e creative del territorio trevigiano e bellunese all’evento di “Artitudini”, svoltosi al Museo Štěpán Zavřel di Sarmede nella serata di mercoledì 2 ottobre.

L’iniziativa – dedicata al confronto e allo scambio di esperienze – era finalizzata alla definizione di strategie efficaci per la rigenerazione culturale in piccoli comuni, al miglioramento della conoscenza reciproca tra amministrazioni che devono far rinascere i propri territori nel segno della cultura e imprese culturali e creative che possono offrire loro i servizi e le soluzioni adeguate a tale scopo.

In particolare, l’evento – che ha coinvolto gli amministratori dei Comuni vincitori del Bando Borghi del PNRR e le imprese culturali e creative del territorio trevigiano e bellunese – si interrogava sul conflitto tra la dimensione dell’evento e la dimensione dell’organizzazione, ossia sulla possibilità di progettare e gestiregrandi eventi culturali” in piccole realtà territoriali, ma anche sul fatto che un evento o una attività culturale (e di riflesso, turistica), per essere “attrattiva” e “rilevante”, debba essere per forza di grandi dimensioni.

La serata del 2 ottobre ha fatto riferimento al progetto “Artitudini – Ecosistemi culturali di rigenerazione creativa”, co-finanziato dal “PR Veneto FSE+ 2021 – 2027”, un progetto di rete tra imprese culturali e creative finalizzato alla creazione di un ecosistema culturale territoriale in grado di porre al centro dello sviluppo locale la cultura quale motore di innovazione e resilienza.

“L’esperienza del Bando Borghi del PNRR – afferma Larry Pizzol, sindaco di Sarmede – ci ha insegnato che anche un piccolo comune, se riesce a fare squadra tra amministratori e funzionari, e con il giusto appoggio di esperti esterni, può riuscire a realizzare grandi cose. Sicuramente non è una sfida semplice, perché i continui tagli al personale avvenuti negli ultimi vent’anni hanno messo in ginocchio le piccole amministrazioni locali, che già prima del PNRR faticavano a gestire l’ordinario, ma è un’occasione grandissima che va sfruttata al massimo”.

“Da quando abbiamo avuto il piacere di scrivere e poi gestire alcuni progetti del Bando Borghi del PNRR – affermano Alberto Ferri e Flavio Camatta, di Alterevo Società Benefit Srl, azienda co-organizzatrice dell’evento assieme al Comune di Sarmede – avevamo il desiderio di mettere attorno a un tavolo alcune delle amministrazioni vincitrici, per condividere successi, difficoltà e strategie per il futuro. Il progetto Artitudini ci ha dato l’occasione per farlo, aggiungendo però un tassello fondamentale: il contributo delle imprese culturali e creative che in questi territori operano ogni giorno e che qui erano presenti per proporre idee e soluzioni per una rigenerazione in chiave culturale più efficace e sostenibile”. 

Diverse e rilevanti le conclusioni tratte dai protagonisti della serata. Per Cristina Munno, consigliera del Comune di Cison di Valmarino, si prospetta la “necessità di garantire una continuità degli eventi culturali lungo tutto l’arco dell’anno, evitando la stagionalità e puntando su maggiori ‘pianificazione e programmazione’ e sulle nuove tecnologie”.

Per Mauro Canal, sindaco di Refrontolo, si impone l’esigenza di “creare percorsi che possano veicolare turisti e visitatori dalla principale attrattiva del Comune verso le altre zone, per favorire anche commercianti ed esercenti locali”.

Maura Stefani, di UNPLI Treviso – Parco Archeologico del Livelet, ha proposto di “puntare su un’offerta culturale collegata all’educazione e alla formazione, mirata su bambini e famiglie, attraverso esperienze didattiche spalmate lungo tutto l’arco dell’anno sui vari territori e coordinate, creando nel contempo un rapporto di fiducia e di collaborazione con le comunità locali e co-progettando i percorsi e i contenuti con gli utilizzatori stessi, come scuole e operatori dell’educazione”.

Per Edoardo Fainello (Centro Teatrale Da Ponte) è importante “considerare le attività culturali e creative non solo in quanto tali, ma anche come strumenti per raggiungere altri scopi in altri settori, come la salute, il sociale, il benessere aziendale e la promozione del territorio”.

Andrea Maroelli, I AM Servizi e Comunicazione, ha esortato infine a “comunicare gli eventi culturali in modo unitario e costante nel tempo, per creare identità e fidelizzare cittadini e visitatori, considerando comunicazione e marketing territoriale veicoli non solo di eventi e patrimoni, ma anche di temi sociali”.

(Autore: Beatrice Zabotti)
(Foto: Comune di Sarmede – Alterevo)
(Articolo di proprietà di Dplay srl)
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