“La fabbrica non sta funzionando”, sciopero all’Electrolux. “Adesione massiccia”

Adesione massiccia dei lavoratori allo sciopero indetto per l’intera giornata di oggi, venerdì 4 ottobre, nello stabilimento Electrolux di Susegana.

Nel gruppo social “Skatenati Electrolux” sono state pubblicate le foto dei reparti fermi e spenti. I pochi lavoratori che si sono presentati nello stabilimento, circa una trentina, sarebbero stati mandati a casa in buona parte dall’azienda.

“La situazione organizzativa e gestionale – si legge in una nota delle Rsu Fim, Fiom e Uilm dell’Electrolux Susegana – mette a rischio funzionalità, efficienza, in definitiva lo stabilimento e il lavoro, se non cambia questa gestione. Sono diminuiti i frigoriferi da fare, causa crisi, ma il sistema non funziona comunque e la qualità prodotta ci preoccupa. La situazione non è più imputabile a una fase di avvio, ma di gestione, con errori non corretti neanche quando individuati ed evidenziati da chi la fabbrica la conosce e la vive da tempo”.

“Unica soluzione adottata dalla direzione Electrolux di Susegana – continua -, in particolare dal rientro dalle ferie in poi, è una repressione, moltiplicando le lettere di contestazione, verso gli operai nei vari reparti, tanto da imputare, difettosità, difficoltà operative e di progettazione ai lavoratori stessi, con contestazioni disciplinari e sanzioni spesso sbagliate, fatte anche di accuse totalmente infondate e che impugneremo”.

La fabbrica non sta funzionando – prosegue -, non per incapacità degli operai di produzione o dei tecnici, che devono intervenire sugli impianti, ma per la perdita di competenze e conoscenze (dimissioni di manutentori, programmatori genesi), oltre che per carichi di lavoro spesso eccessivi che hanno effetti negativi sulla salute dei dipendenti (vedi il moltiplicarsi degli infortuni), sulla funzionalità degli impianti e della produzione”.

Secondo le Rsu, l’organizzazione, il metodo di lavoro imposto, anche nei magazzini Acema, nel tecnologico e in altre aree, per operai e tecnici sarebbero “degenerati”, con effetti sulla salute e stress per chi vi opera.

“Denunceremo quanto sta accadendo – concludono – anche l’8 ottobre a livello di gruppo. Chi ha sbagliato e creato queste difficoltà oggi vuol far ricadere sugli operai la responsabilità, che invece è di direzione e gestione”.

(Autore: Andrea Berton)
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