“Dobbiamo essere pronti a vivere la vita adesso”: Massimo Recalcati ospite al Festival Biblico

Massimo Recalcati sul palco dell’Accademia

Ospite acclamato sul palco del Teatro Accademia di Conegliano, ieri pomeriggio Massimo Recalcati è stato uno dei protagonisti della 21esima edizione del Festival Biblico della Diocesi di Vittorio Veneto, patrocinato dal Comune e curato da La Chiave di Sophia, in collaborazione con una cordata di sponsor, partner tecnici e culturali.

Quest’anno il festival, andato in scena dal 9 maggio fino a ieri, era incentrato sul tema dei Salmi. Massimo Recalcati, noto saggista e psicoanalista, ha affrontato la questione del “Desiderio come fattore umano”, mostrando le radici bibliche che sarebbero riconoscibili nella stessa psicoanalisi.

A introduzione dell’appuntamento, Elena Casagrande della Chiave di Sophia ha ringraziato tutte le aziende che hanno sostenuto il festival, mentre l’assessore alla Cultura Cristina Sardi ha evidenziato la risposta positiva all’evento da parte del pubblico in sala, che ha letteralmente riempito il teatro.

Recalcati ha iniziato il proprio intervento partendo dalla constatazione che la morte umana è diversa dalla morte delle piante e degli animali, in quanto noi, “diversamente da un’ape e da un pesco, contiamo i giorni”.

L’Accademia gremito per Recalcati

Lo psicoanalista ha quindi evidenziato come nei Salmi ci sia l’appello a non avere paura della vita che va verso la morte.

“L’uccello che vola in cielo o il giglio nel campo sono forme pienamente in vita, nell’ora che è adesso – ha osservato Recalcati -. Non ci sarà una vita che è più di questa, se non faremo esistere la vita eterna adesso: è quaggiù dove si gioca la partita decisiva“.

“Gli animali e la natura non vivono consumati dalla preoccupazione per il futuro – ha aggiunto -. Se interpretiamo il desiderio come la corsa nel rincorrere denaro, bellezza, potere e successo o ciò che ci manca, saremo destinati a essere delusi: la fine è un evento ingovernabile e Gesù ci dice di far esistere la gioia adesso. Dobbiamo essere pronti a vivere la vita adesso, senza rincorrere l’utopica compiutezza in un altro tempo”.

“La gioia è un istante, nel tempo che è senza tempo – ha proseguito -. Tutta la predicazione di Gesù ci conduce verso la pienezza della vita e la spinta di Gesù è di fare in modo che la vita non abbia paura della vita. Bisogna avere una vita capace di essere vita e, da qui, si comprende come la vita di un depresso sia una vita morta e spenta”.

Recalcati ha quindi ribadito come Gesù incarni l’amore assoluto per la vita, facendo in modo di “rendere possibile la festa della vita” stessa. Successivamente, lo psicanalista ha ricordato il miracolo della trasformazione dell’acqua in vino: “Un miracolo che spiega come si prende il nostro peggio facendolo diventare un vino sublime – ha detto -. La gioia c’è dove si verifica la moltiplicazione del desiderio, che fa in modo che la vita si allarghi”.

“Gesù non chiede sacrifici, ma obbedire alla sola legge dell’amore – ha spiegato -. Il solo peccato nei Vangeli è quello di aver fatto della propria vita una vita morta. L’atto impuro è non saper amare. Nella Bibbia il desiderio viene rappresentato come una forza. Bisogna ricordare che è sempre in questo momento l’ora della salvezza” ha concluso.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Arianna Ceschin)
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