Una provincia, un brand (non solo commerciale): la Marca celebra i 90 anni di Luciano Benetton

Luciano Benetton

Dici Benetton e pensi a un marchio (locale e globale al tempo stesso) della moda, ma anche dello sport e della cultura. Senza dimenticare una – sia pur breve – “incursione” nella politica.

La famiglia Benetton è in festa, oggi martedì, per i 90 anni di uno dei suoi capostipiti, Luciano. Un nome e un volto conosciutissimi negli ambienti della moda e non solo, grazie a una capacità imprenditoriale contraddistinta da quella “visionarietà” capace di fare la differenza, e quindi non per tutti.

Dai primi maglioni venduti porta a porta fino alla nascita del brand “United Colors of Benetton”, che da Ponzano Veneto, tra qualche chiaroscuro, ha saputo diffondersi in tutto il mondo, il nome di Luciano è diventato sinonimo di innovazione, colore, creatività e marketing a volte audace.

Negli anni ’80 e ’90 le campagne (definirle “pubblicitarie” è quasi riduttivo) del marchio con il fotografo Oliviero Toscani, scomparso esattamente quattro mesi fa, sconvolsero i canoni della comunicazione, trasformando la moda in uno strumento di riflessione sociale.

Oltre che imprenditore e industriale, Luciano Benetton è stato (ed è), insieme ai suoi fratelli ed eredi, un convinto sostenitore del design, della cultura (da decenni è attiva la Fondazione Benetton Studi Ricerche) e – come non ricordarlo – dello sport. Con i marchi Benetton nel basket e Sisley nella pallavolo maschile, Luciano e fratelli hanno reso il Palaverde di Villorba uno dei palazzetti più titolati d’Italia (basta entrarci, ancor oggi, per vedere appese decine di stendardi): un impegno terminato una dozzina d’anni fa a differenza di quello nel rugby, con la Benetton che allo stadio di Monigo e in trasferta continua ad appassionare moltissimi tifosi della palla ovale.

Nel chilometrico curriculum di Luciano Benetton spunta anche un impegno politico ad alti livelli: fu senatore del Partito Repubblicano Italiano in un biennio (1992-1994, undicesima legislatura) che fu caldissimo e decisivo per il passaggio dalla “prima” alla “seconda” Repubblica. Nella sua breve esperienza a Palazzo Madama, Benetton fu membro della 10° Commissione permanente industria, commercio e turismo.

“Desidero rivolgere gli auguri di buon compleanno all’imprenditore Luciano Benetton, nel mio ruolo di presidente della Camera di Commercio e di Assocamerestero – afferma il presidente Mario Pozza – esprimendo riconoscenza a un grande imprenditore che ha segnato la storia economica e culturale non solo del Veneto, ma del nostro Paese.

Con creatività, arguzia e un inimitabile saper fare, ha contribuito a rendere grande un’Italia che si stava risvegliando, portando nel mondo un’idea nuova di stile, di impresa e di pensiero. Non solo capi iconici, ma una visione: quella di un’Italia dinamica, audace, capace di parlare al mondo con la forza dell’innovazione e dell’identità.

Quale presidente di Assocamerestero, voglio sottolineare che, con la prima grande stagione dell’internazionalizzazione, ha saputo conquistare la fama mondiale, dando vita a un modello imprenditoriale che ha tracciato un nuovo modo di fare impresa, nuovi processi produttivi e un nuovo approccio all’ internazionalizzazione e all’export.

Lo sport è stato veicolo di grandissimi successi – continua Pozza – nel basket, nel rugby nella formula 1, creando un’energia e trasferendo quei valori sportivi che hanno indirizzato i giovani di tutto il mondo. Ricordo quando arrivavano i campioni dell’NBA, i grandi allenatori e i giovani correvano alla Ghirada così come al Palaverde dove genitori e figli, le giovani e i giovani, le scolaresche in accordo con le scuole, si riversavano con entusiasmo, grinta e FairPlay. La Sisley dai grandi successi. La Benetton rugby allo stadio gremito di entusiasti sostenitori. Un gran mondo che ha cresciuto i nostri nuovi imprenditori e collaboratori.

Con la Fondazione Benetton Studi Ricerche che ha visto il restauro di un importante complesso in centro a Treviso, restituisce valore alla cultura, allo studio, alla bellezza, continuando a nutrire Treviso e il suo territorio con idee, confronti e slanci internazionali.

La sua attività – conclude Pozza – come uomo e come imprenditore, ha portato in questa città non solo sviluppo economico, ma anche i grandi fasti della nostra cultura, i grandi dello sport e l’incontro con le culture del mondo”.

(Autore: Redazione Qdpnews.it)
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