Giornata delle Famiglie, i dati del cambiamento e l’urgenza di nuove politiche sociali

Ogni anno, il 15 maggio, si celebra la Giornata Internazionale delle Famiglie, che offre l’opportunità di promuovere la consapevolezza sulle questioni relative alle famiglie e di aumentare la conoscenza dei processi sociali, economici e demografici che le interessano.

La Giornata è un’opportunità per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi legati alla famiglia, come la genitorialità, l’uguaglianza di genere, la protezione dei diritti dei bambini e l’importanza dell’educazione. Nel 1993, l’Assemblea Generale dell’ONU emanò la risoluzione A/RES/47/237, decretando proprio il 15 maggio come la Giornata Internazionale delle Famiglie.

Il tema scelto per la Giornata Internazionale delle Famiglie 2025 è “Politiche orientate alla famiglia per lo sviluppo sostenibile: verso il Secondo Vertice Mondiale per lo Sviluppo Sociale”.

Esso evidenzia il ruolo centrale delle famiglie nel raggiungimento dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, a 30 anni dal primo vertice mondiale tenutosi a Copenaghen. Nel 1995, la Dichiarazione ospitata nella capitale danese riconobbe la famiglia come unità base della società e il suo ruolo cruciale nello sviluppo sociale, economico e culturale di un Paese. La Dichiarazione riconobbe anche la legittimità della famiglia in forme diverse, riflettendo l’evoluzione delle strutture sociali contemporanee. Il vertice fu decisivo per l`introduzione del concetto di equilibrio tra lavoro e vita privata, promuovendo politiche che consentano di conciliare il lavoro con le responsabilità familiari. Davvero importante fu il riconoscimento della parità di genere, sia nel contesto familiare, sia in quello della vita comunitaria, incoraggiando un modello di genitorialità condivisa e responsabile, e promuovendo il coinvolgimento attivo degli uomini nella cura e nell’educazione dei figli.

La Giornata 2025 avviene in un tempo in cui la famiglia, così come finora considerata in maniera tradizionale, sta subendo un processo radicale e continuo di trasformazione. Le famiglie in tutto il mondo stanno cambiando: molte diventano più piccole, e aumenta il numero dei nuclei monoparentali. La diminuzione del numero di famiglie allargate, ad altri membri come i nonni, e il crescente numero di famiglie monoparentali mettono in risalto il tema della protezione sociale per il quale sembrano insufficienti le politiche a sostegno finora messe in campo, spesso in maniera occasionale invece che strutturale. Si aggiungono inoltre le grandi tendenze globali che influenzano la vita familiare, tra cui i cambiamenti tecnologici e demografici, l’urbanizzazione, le migrazioni e i cambiamenti climatici.

Questi fenomeni globali hanno un forte impatto sulle famiglie: non sorprende infatti che i trend dimostrino che le famiglie si stiano riducendo e siano in aumento i nuclei monoparentali. In alcuni paesi europei, le realtà familiari senza dimora hanno superato il 20 per cento della popolazione totale dei senzatetto. Le cause sono da ricercarsi nella carenza di alloggi a prezzi accessibili, in parte causati dai cambiamenti nel mercato immobiliare. Tutto ciò avviene nonostante in molti ordinamenti giuridici la famiglia sia formalmente riconosciuta come il fondamento della società, spesso tutelata da articoli costituzionali che le attribuiscono diritti specifici e finalità di alto valore etico e sociale. Tuttavia, in un numero significativo di Paesi, le famiglie vivono spesso in condizioni economiche, culturali, sanitarie e lavorative precarie.

Questo vale anche per l’Italia: va ricordato infatti che nel nostro Paese esse sarebbero garantite a partire dall’articolo 29 della Costituzione, che testualmente recita “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, proseguendo poi con l’articolo 31 nel quale si legge “La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose”, proteggendo pure “la maternità, l’infanzia e la gioventù”.

In sede di analisi, sempre in Italia va considerato il quadro delineato dall’Istat nel rapporto “Indicatori demografici Anno 2024”: si evidenzia un calo demografico delle nascite, pari al -2,6 per cento. Con 1,18 figli per donna nel 2024 il tasso di fecondità è ai minimi storici. Il saldo naturale, ovvero la differenza tra nascite e decessi, continua a essere fortemente negativo (-281mila). L’Istat comunica poi che il numero medio di componenti per famiglia è sceso a 2,2, rispetto ai 2,6 di venti anni fa: oggi oltre un terzo delle famiglie anagrafiche in Italia è costituito da una sola persona. Le coppie con figli rappresentano meno del 30 per cento del totale, mentre aumentano le famiglie monogenitoriali (10,8 per cento) e quelle senza figli (20,2 per cento).

I dati ufficiali, pertanto, fanno comprendere come anche in Italia – come nel resto dell’Europa e con processi che stanno assimilando sicuramente l’intero Occidente – si assista a un cambiamento profondo nella configurazione stessa della famiglia e nella sua struttura, nel passato caratterizzata da centralità nell’assetto sociale, numero di componenti decisamente plurale, presenza non marginale di nuclei con tre o più figli. Questa fotografia attuale della situazione della famiglia nel nostro Paese rivela invece una qualche debolezza e fragilità di questo istituto: basti riflettere sul fatto che oltre un terzo delle famiglie in Italia è composto da un solo componente, questione che pone un tema urgente di politiche e azioni di contrasto al disagio sempre più diffuso della solitudine.

Questi fattori  di criticità non possono però contribuire a sminuire il valore e il ruolo della famiglia come fattore fondamentale e decisivo per la crescita di una società coesa e solidale. Più che mai, questo nucleo portante della società andrebbe riconosciuto, valorizzato, sostenuto e promosso attraverso politiche efficaci di sostegno, per contrastare il fenomeno dell’inverno demografico e per favorire invece la nascita e l’educazione dei figli, la parità effettiva dei coniugi, il lavoro paritario della donna, l’incontro intergenerazionale, la costruzione di un corpo intermedio  che sia pienamente inserito nelle dinamiche economiche e sociali delle proprie comunità. E tutto questo deve avvenire non attraverso provvedimenti “spot”, ma mettendo in atto una strategia solida e lungimirante di visione complessiva, che guardi agli interessi veri della famiglia come soggetto intermedio ancora basilare per la nostra società. Urgono politiche strutturali, generose ed universali orientate a famiglia e giovani. In tal senso, serve il coraggio, l’unità e la capacità di programmare per fare, da subito, le scelte operative conseguenti, considerando la spesa per far crescere il figlio, non come un costo individuale ma come investimento per il futuro dell’intera comunità

Eventi in occasione della Giornata Internazionale delle Famiglie 2025

In vista della Giornata Internazionale delle Famiglie, il 15 maggio 2025, dalle 13,15 alle 14,30 (ora di New York), presso il Palazzo di Vetro, si terrà il relativo evento, introdotto da Renata Kaczmarska. Sul sito del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri è disponibile il Piano Nazionale per la Famiglia 2025-2027: tra i punti sono presenti l`incremento dell`offerta dei servizi per l`infanzia e lo sviluppo di misure a sostegno della genitorialità. Inoltre, dal 4 al 6 novembre 2025, a Doha, Qatar, avrà luogo il Secondo Vertice Mondiale per lo sviluppo sociale, a cui parteciperanno capi di Stato e di governo, con l`obiettivo di collaborare al raggiungimento dei goal prefissati con la Dichiarazione di Copenaghen sullo sviluppo sociale.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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