Qual è lo stato di salute dei nostri mari? Che direzione sta prendendo il clima? Sono soltanto alcune delle domande che sono state al centro di un dialogo dal titolo “Tra cielo e mare. Che fine faremo?”, organizzato ieri lunedì sera al Teatro Toniolo di Conegliano, con il patrocinio delle amministrazioni di Conegliano e Vittorio Veneto.
A ideare l’appuntamento sono state le associazioni Circolo culturale Conegliano e Amici di Vittorio Veneto, in collaborazione con Ascom Confcommercio.
L’iniziativa ha visto come ospiti di eccezione Pietro Benvenuti (astronomo, presidente dell’associazione Astronomi Europei) e Sandro Carniel (oceanografo e componente del Cnr). A coordinare l’appuntamento è stato l’avvocato Bruno Barel, docente di Diritto dell’Unione europea all’Università degli Studi di Padova.
Dopo i saluti iniziali da parte di Luciano Finesso (presidente del Circolo culturale Conegliano), di Mariagrazia Gottardi (presidente dell’associazione Amici di Vittorio Veneto) e di Christian Dal Bo’ (presidente del consiglio comunale di Conegliano), ha avuto inizio una riflessione sul presente e, soprattutto, sul futuro dell’ambiente.


A inaugurare questo dialogo è stato l’oceanografo Carniel, il quale ha specificato in partenza che tutto ciò che sta accadendo “sono affari nostri”.
Partendo dal clima, è emerso come il 2024 sia stato l’anno più caldo o, comunque, gli ultimi dieci anni sono quelli che hanno avuto una temperatura maggiore dal 1850.
“Un oceano più caldo fa alzare il livello del mare – ha detto Carniel -. Un mare più caldo fa scatenare eventi più estremi e fa sì che ci sia meno ossigeno in profondità: tutto ciò provoca una diminuzione del numero di coralli e un loro sbiancamento, un aumento di meduse e una migrazione dei pesci. Da tenere presente, poi, che l’acqua calda si trasferisce verso nord, provocando delle conseguenze”.
A tutto ciò, poi, si aggiunge il fatto che in mare finiscono 250 chilogrammi di plastica al secondo.
“L’ecosistema marino ha una capacità di ripresa, quindi la partita non l’abbiamo ancora persa – ha chiarito Carniel -. Dobbiamo essere una squadra unita e non possiamo stare seduti ad aspettare un miracolo tecnologico. Bisogna aumentare la conoscenza, per capire dove stiamo sbagliando: la fine che faremo la stiamo decidendo noi”.


Dello stesso avviso anche Benvenuti, il quale ha descritto l’impatto del lavoro delle agenzie spaziali private, “che hanno il profitto come obiettivo principale”.
“Per assicurare una certa velocità di trasmissione, i satelliti si trovano a una minor altezza, ma questo fa sì che debbano girare più velocemente attorno alla terra – ha spiegato -. I satelliti vengono lanciati in orbita da razzi, che hanno dispenser contenenti dai 20 ai 60 satelliti. Un numero elevato di satelliti in orbita consente di collegarsi e poter mandare mail da qualsiasi luogo della terra”.
“Ora il satellite è divenuto anche uno strumento strategico – ha proseguito -. Tutti questi fatti hanno portato a un aumento esponenziale del numero di satelliti lanciati in orbita, con un conseguente incremento del traffico aerospaziale e un rischio maggiore di collisioni tra satelliti, che possono provocare una nube di detriti”.
“La situazione ci sta sfuggendo di mano: i satelliti producono emissioni non volute – ha continuato -. A tal proposito, l’Unione astronomica internazionale ha chiesto che i satelliti siano meno riflettenti (e quindi meno visibili in cielo) e che si possa prevedere la loro posizione apparente con precisione. Credo che sia necessario avere coscienza di quella che è la verità delle cose, per capire qual è la situazione” ha concluso.
Un concetto condiviso anche da Carniel, il quale ha osservato che “serve una coscienza governativa e internazionale” sul tema, “una postura dell’anima per affrontare questa situazione”.
L’incontro ha quindi dato spazio alle voci di Francesco De Vido (del Comitato Ubìc-Riserva), che ha fatto una riflessione sulla necessità di preservare il verde in città, di Leonardo Marchesin (titolare di Borgo Antico) e di uno studente di Geologia all’Università di Padova.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto e video: Arianna Ceschin)
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