Un simbolo evocativo e duraturo, testimonianza tangibile della visione e dell’impegno di Simon Benetton, è oggi parte del paesaggio urbano di Valdobbiadene. Per celebrare questa importante presenza monumentale, domenica 8 giugno, presso Villa dei Cedri, si è tenuta l’inaugurazione ufficiale della scultura Volontà di Credere.
L’evento, aperto a tutta la cittadinanza, ha celebrato il profondo legame che unisce arte, identità e territorio. Un momento significativo che ha coinvolto l’intera comunità di Valdobbiadene — cittadini, associazioni e realtà imprenditoriali — in un clima di partecipazione e convivialità.
Il monumento raffigura una “V” stilizzata da cui si diramano cinque bracci, ognuno dei quali richiama un elemento fondante del tessuto culturale e produttivo locale: Vite, Vita, Vino, Veneto, Valdobbiadene. In cima, otto balzi curvi – le “foglie” della scultura – rappresentano le frazioni del comune, come a voler abbracciare idealmente tutto il territorio.
Come ha raccontato Arturo Valerio, direttore del Museo Simon Benetton di Treviso, il progetto ha radici lontane. «Tutto è cominciato nel 2011, quando mio padre acquistò un palazzo nel centro storico di Valdobbiadene. Vi era una splendida scala in ferro battuto realizzata dal maestro nel 1965. Simon venne da Treviso per autenticarla, e mio padre ebbe l’intuizione: perché non intitolare il palazzo proprio a lui? Il maestro, con grande umiltà, ci rispose: “Ma siete sicuri che me lo meriti?”».
Da quella scintilla nacque l’idea di un’opera pubblica e condivisa, che ha visto coinvolte le famiglie Valerio e Stramare, l’amministrazione dell’allora sindaco Bernardino Zambon e successivamente anche la Provincia di Treviso. L’inaugurazione si è svolta in un clima di emozione e partecipazione, con gli interventi delle istituzioni locali e regionali. Il sindaco di Valdobbiadene, Luciano Fregonese, ha sottolineato il valore collettivo dell’opera: «Non è un monumento autocelebrativo, ma un dono al territorio. Un inno alle famiglie che hanno vissuto e lavorato per queste colline. Il maestro Benetton aveva un forte legame con la terra, e quest’opera ne è il riflesso più autentico».


All’evento è intervenuto il sindaco di Treviso Mario Conte, che ha ricordato l’impegno del maestro nel valorizzare il territorio: «Simon Benetton ha costruito ponti con il mondo attraverso la sua arte e il suo entusiasmo. Era un artista che sentiamo nostro, ma non siamo gelosi. Quest’opera stabilisce un legame profondo tra Treviso e Valdobbiadene, non solo nel nome del Prosecco, ma della cultura».
Presente anche Federico Caner, assessore regionale al Turismo, Commercio estero e Fondi UE, che ha ricordato il maestro con parole affettuose: «Io ho conosciuto Simon Benetton fin da bambino, studiando nel suo giardino, circondato dalle sue opere. Si definiva un fabbro, ma era un poeta del ferro: ogni sua creazione nasceva da un’emozione, da un’idea. Un esempio altissimo di artigianato che diventa arte».
L’evento è stato anche occasione per presentare un progetto collaterale ma coerente: “Tesoro di Luce”, un elegante cofanetto celebrativo contenente una miniatura della scultura in argento o oro e una bottiglia iconica frutto della collaborazione con la cantina Gemin. «Già nel 2012 – ha raccontato Arturo Valerio – il maestro mi scrisse: ‘Quando l’opera svetterà, crea dei souvenir e una bottiglia che possa raccontarla’. Ci sono voluti 13 anni e l’impegno di 28 persone e 6 aziende, ma ce l’abbiamo fatta. È uno scrigno che si illumina da solo, anche senza corrente, ed è l’omaggio più fedele alla sua poetica della luce». Il cofanetto è prodotto in soli 330 esemplari numerati, un vero oggetto da collezione.
L’inaugurazione è stata accompagnata da un intervento musicale suggestivo del Maestro Marco Fedalto e del tenore Cagnin che hanno scandito i momenti più solenni dell’evento, amplificando la forza simbolica dell’opera. A testimonianza del coinvolgimento della comunità, anche le vetrine dei negozi del centro si sono vestite d’arte: gli studenti della Scuola del Fumetto Wonderland Comics di Treviso hanno creato illustrazioni ispirate alla scultura, esposte lungo le vie principali di Valdobbiadene.
“Volontà di Credere” è un manifesto. È il segno che arte e comunità possono incontrarsi e generare bellezza. È la concretizzazione del sogno di un artista che ha lavorato per una vita con umiltà e passione, regalando al mondo opere che dialogano con la materia e il territorio.
Valdobbiadene ha ora una nuova icona. E un nuovo auspicio: quello di credere ancora, insieme, nella forza della cultura.
(Autore: Francesco Bruni)
(Foto: Francesco Bruni)
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