La chiesa di San Nicolò a Villa di Villa custodisce le opere di Luigi Cima, artista di natura e fede

La chiesa parrocchiale di San Nicolò si trova a Villa di Villa, una frazione del Comune di Borgo Valbelluna.

Il paese gode di una naturale bellezza e di un’antica storia che ancora oggi parla attraverso significative testimonianze, tra cui il Castello di Zumelle, Castrum Zumellarum, un tempo protagonista di molte contese fra le principali dominazioni e simbolo di identità storica per gli zumellesi.

La chiesa di San Nicolò è attestata dal 1234 proprio come cappella dipendente da San Lorenzo di Zumelle.

Villa di Villa diventa parrocchia nel 1633, staccandosi insieme a Tiago, dalla Pieve matrice di Lentiai. Le chiese appartenenti alla parrocchia di Villa di Villa sono raffigurate sui battenti bronzei del portale d’ingresso della chiesa di San Nicolò, opera scultorea contemporanea di Walter Bernardi e di Beppino Lorenzet, due noti artisti locali e dono generoso di don Ezio Dal Piva, in occasione del suo cinquantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale nel 2003.

In lunetta si possono leggere le seguenti parole: “Lo zelo della tua casa mi ha consumato”, che riprendono il salmo 68 “Poiché mi divora lo zelo per la tua casa, ricadono su di me gli oltraggi di chi ti insulta”.

All’interno dominano le pregevoli opere pittoriche di Luigi Cima (1860-1944) che a Villa di Villa nacque, visse e operò.

La chiesa di Villa di Villa è dedicata a San Nicolò che appare sulla parete della navata sinistra, in posizione frontale come vescovo con mitra, pastorale e le tre sfere d’oro, attributo per la sua profonda carità. Opera del 1613, del Frigimelica, realizzata in origine come pala per l’altare maggiore, presenta ai piedi della Madonna in gloria con il Bambino, oltre al Santo titolare della chiesa, anche San Tiziano Vescovo, patrono della Diocesi di Vittorio Veneto e del comune di Borgo Valbelluna.

Accompagnati dalle note di un organo Callido, contempliamo la bellezza dell’arte sacra, guidati dal pennello e dalla fede di Luigi Cima che sempre amò la “sua” Villa di Villa, come ricordato in una targa all’ingresso. Cima ama il paesaggio, la bellezza della natura, è uomo di fede, credente e osservante.

Nel 1905 la parrocchia gli commissiona una pala d’altare per l’apparizione del Sacro Cuore a Santa Margherita Maria Alacoque. Nel 1912 l’artista dona a questa chiesa una straordinaria Via Crucis di quattordici riquadri in cui traspare la forza della libera espressività creativa di Cima. Il suo linguaggio è chiaro, sa parlare a tutti, dotato di ineccepibile realismo come emerge soprattutto nell’opera dedicata a San Giovanni Bosco.

Luigi Cima ama la sua famiglia, verso la quale saprà sempre dimostrare la sua profonda generosità. E questa attenzione per i suoi parenti è evidente nella pala collocata sopra il portale della sagrestia, in quanto l’artista raffigura in Sacra Conversazione con Maria e Gesù Bambino che si stringe affettuosamente a Sua Madre, i Santi eponimi della sua famiglia: San Luigi per se stesso, San Domenico per suo padre, San Giovanni per il fratello, Sant’Eligio e San Gaetano da Thiene per due zii paterni.

In presbiterio l’arte sacra è il mezzo per contemplare il mistero dell’Eucarestia. Luigi Cima infatti pone in dialogo due grandi teleri che rappresentano ”L’Ultima Cena” e “Il miracolo Eucaristico di Rimini”, dove Sant’Antonio da Padova si era recato per predicare la reale presenza di Gesù nell’Eucarestia.

Merita soffermarsi anche su due bassorilievi alla base del tabernacolo: un pellicano e due colombe, simboli di Gesù, del suo Amore per noi uomini e promessa di resurrezione.

Rivolgiamo infine un saluto alla Madonna scolpita dal Besarel e tradizionalmente dipinta dallo stesso Cima.

(Autore: Paola Brunello)
(Foto e video: Simone Masetto)
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