“Noi da una parte, da un’altra il cielo”: gli studenti del Casagrande celebrano Pierluigi Cappello a Chiusaforte

“Noi da una parte, da un’altra parte il cielo”. Con uno dei versi più evocativi e celebri di Pierluigi Cappello, poeta friulano scomparso nel 2017, gli studenti della classe 4^A del Liceo delle Scienze Umane dell’Istituto “Marco Casagrande” di Pieve di Soligo hanno intitolato il loro reading scenico, tenutosi il 3 giugno nella città natale dell’autore. Un omaggio sentito e vibrante, nato dal desiderio di commemorare, studiare e riaccendere il suono delle sue poesie.

Pierluigi Cappello (1967–2017), una delle voci poetiche più intense del panorama italiano contemporaneo, è stato autore di versi raffinati e profondamente umani, capaci di intrecciare italiano e friulano. La sua vita fu segnata da eventi drammatici: il terremoto del 1976, che lo costrinse a lasciare il suo paese natale, e soprattutto l’incidente motociclistico che lo rese paraplegico a soli sedici anni. Proprio nel dolore e nella solitudine, però, nacque la sua scrittura luminosa, capace di trasformare la sofferenza in bellezza e riflessione.

La classe 4^A LSU ha scoperto Cappello grazie alla lettura del suo libro autobiografico “Questa libertà” e, guidata dal professore di Scienze Umane Loris Viezzer, ha condotto un’attenta analisi della raccolta poetica “Ogni goccia balla il tango”, dedicata alla nipotina Chiara. Questo lavoro ha portato gli studenti ad approfondire quindi la produzione per l’infanzia del poeta, contribuendo ad arricchire la relativa sezione sulla pagina Wikipedia a lui dedicata.

L’idea dello spettacolo è nata grazie al suggerimento del docente di Italiano Matteo De Noni, che ha invitato gli studenti a dar voce ai versi di Cappello attraverso un reading scenico in loco. Il risultato è stato un evento curato nei minimi dettagli, sviluppato nei pomeriggi di marzo con impegno, dedizione e passione, sotto la direzione dei professori De Noni e Viezzer.

Il tema: lo scorrere del tempo

Lo spettacolo ha voluto esplorare, attraverso le poesie di Cappello, un tema universale: lo scorrere del tempo e i cambiamenti che esso comporta nell’esistenza umana. L’opera si è articolata in tre momenti fondamentali, che rappresentano le fasi della vita: infanzia, adolescenza e età adulta.

L’infanzia è stata rappresentata come un tempo di meraviglia, leggerezza e scoperta. L’adolescenza, invece, come un periodo di incertezza, smarrimento e confronto con l’oscurità. Infine, l’età adulta è stata raffigurata come un momento di rinascita, in cui si raggiunge maggiore consapevolezza e si impara a convivere con le proprie fragilità.

A fare da filo conduttore tra le varie fasi sono stati due personaggi, Beppe e Toni, interpretati con sensibilità dagli studenti Gabriel e Francesco. Attraverso tre dialoghi intensi, i due vecchi amici hanno ripercorso i ricordi dell’infanzia (“Avevamo così tante domande, tanta curiosità, voglia di scoprire”), la crisi della crescita (“Tutto è cambiato. Non vedevo con gli occhi di prima. Le stelle non erano più corpi luminosi che mi guidavano la notte, diventarono invece imperfezioni del cielo; Il rosso diventò nero, la luce buio, vedevo ma non guardavo…”) einfine la riscoperta della bellezza nella maturità (“Si vive solo dopo che si è morti un po’”).

Oltre ai dialoghi, lo spettacolo ha incluso letture poetiche, monologhi e brani musicali, interpretati dagli studenti, selezionati con cura per accompagnare lo spettatore in questo viaggio emotivo. A conclusione, una filastrocca originale ha saputo sintetizzare con delicatezza e leggerezza l’intensità del messaggio che lo spettacolo voleva trasmettere, anticipando i ringraziamenti finali.

Un lavoro di profonda sinergia

Il progetto – ricordano gli studenti e i docenti – “è stato reso possibile grazie alla collaborazione con l’Associazione “Pierluigi Cappello” di Cassacco, presieduta dal prof. Vincenzo Della Mea, e all’ospitalità offerta dal signor Fabio Paolini, presso il bar ristorante “Stazione di Chiusaforte”, che ha messo a disposizione lo spazio per la performance e organizzato una visita guidata nei luoghi del poeta, insieme alla signora Elena Matiz del ristorante “La stazione di Chiusaforte” che ci ha ospitato nella location della vecchia stazione ferroviaria”.

“Un ringraziamento speciale – afferma la dirigente scolastica Gaetanina Da Fermo – va ai professori Matteo De Noni e Loris Viezzer, il cui entusiasmo e supporto hanno guidato gli studenti in ogni fase del percorso. Ma il merito principale va ai ragazzi della 4^A LSU, che hanno saputo cogliere e restituire la profondità dei versi di Cappello, trasformandoli in voce collettiva, emozione condivisa, memoria viva”.

Noi da una parte”, con i nostri limiti, la nostra umanità. “Da un’altra parte il cielo”, simbolo di sogni, libertà e speranza. È questo il messaggio che gli studenti hanno voluto lasciare al pubblico: un invito a guardare in alto, oltre l’orizzonte del quotidiano, attraverso lo sguardo poetico di Pierluigi Cappello. “Pierluigi, e dopo Cappello, in un sussurro un nome.” Un nome che continuerà a vivere, in silenzio e in profondità, grazie alla forza della sua poesia.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Isiss Marco Casagrande)
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