Palidoro (Roma), 23 settembre 1943: una data destinata a rimanere indelebile, perché fu quella del sacrificio del vicebrigadiere dell’Arma dei Carabinieri Reali, Salvo D’Acquisto, 23enne napoletano.
Il giovane vicebrigadiere offrì la sua vita in cambio del rilascio di 22 civili, catturati durante i rastrellamenti nazisti, nel corso del Secondo conflitto mondiale.
Le 22 persone vennero liberate, mentre il vicebrigadiere fu ucciso dai nazisti: le sue ultime parole furono “Viva l’Italia”. A lui venne data la Medaglia d’oro al valor militare, come “esempio luminoso di altruismo” e gli furono intitolate diverse strade e caserme (quasi 500 in tutta Italia).


Papa Francesco lo ha dichiarato “venerabile”, mentre è in corso il processo di beatificazione.
Una storia che è stata ricordata questa mattina, nel corso della cerimonia di intitolazione del giardino di via Papa Giovanni XXIII, a Conegliano, proprio a Salvo D’Acquisto, alla presenza del fratello Alessandro.
Una cerimonia che si è svolta sulle note del “Piccolo Coro” di Conegliano, alla presenza del sindaco Fabio Chies e di tutta la sua giunta, di alcuni consiglieri di opposizione, di una rappresentanza della Provincia di Treviso, della Sezione Ana di Conegliano, dell’associazione Carabinieri in congedo, di una folta rappresentanza dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Polizia locale di Conegliano, della Guardia di Finanza, dei sindaci del territorio.


Presenti anche i Bersaglieri, Guido Antoniazzi della Collezione Antoniazzi, l’Anpi e tutte le associazioni combattentistiche, padre Alessandro Francesco Girodo, i Vigili del Fuoco del distaccamento di Conegliano.
A ricordare la vicenda di Salvo D’Acquisto è stato il maggiore Gianluca Muscatello (comandante della compagnia dei Carabinieri di Conegliano).
Parole a cui sono seguite quelle del colonnello Massimo Ribaudo (comandante provinciale dei Carabinieri di Treviso), il quale ha affermato che la figura di Salvo D’Acquisto è “una pietra miliare della storia dell’Arma”: “Un eroe nazionale – ha proseguito – Una figura di ispirazione per tutti noi”.
“La presenza del fratello Alessandro è preziosa per noi. Questa intitolazione è un traguardo e la città si fa interprete di una storia che mancava: la storia di un eroe di 23 anni, che ha scelto di morire, per salvare altre vite – ha affermato il sindaco Fabio Chies – Ringrazio i Carabinieri e Guido Antoniazzi della Collezione Antoniazzi”.
“Un ringraziamento a tutte le Forze dell’Ordine, per il lavoro incessante fatto – ha proseguito – L’intitolazione è una festa per tutta la comunità”.


Significativo il momento in cui Alessandro D’Acquisto ha parlato del fratello: “In un primo momento ero scettico quando sentivo parlare di beatificazione – ha dichiarato – C’è necessità di educare nuovamente i giovani, per riscoprire i valori che sono andati persi”.
“Speriamo che i giovani possano riscoprire i valori in armonia con i tempi”, ha concluso.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto e video: Arianna Ceschin)
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