Territorio, fotografia e umanità: sul ponte il progetto di Service learning con l’Isiss Casagrande

Stampate su grandi pannelli montati provvisoriamente sui parapetti interni del Ponte dell’Umanità, venti fotografie risemantizzano un luogo immerso nella natura che diventa anche generatore di pensiero, capace di far riflettere chi lo percorre su che cosa sia l’umanità.

È stato inaugurata ieri mattina venerdì sul Ponte dell’Umanità, lungo il Cammino delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, al confine tra i comuni di Farra di Soligo e Follina, la mostra fotografica “Quale umanità”, a coronamento dell’omonimo progetto scolastico condotto dagli studenti di quattro scuole dell’Alta Marca: l’Isiss Marco Casagrande di Pieve di Soligo e tre classi delle primarie di Farra di Soligo, Moriago della Battaglia e Refrontolo.

Durante l’anno scolastico che oggi si conclude, i giovani hanno riflettuto sull’idea di umanità e individuato venti immagini – donate o fornite a prezzo di favore da archivi e fotografi – che potessero darle concretezza visiva, per posizionarle in un punto panoramico e rappresentativo del territorio.

L’idea di fondo del progetto – come raccontano gli studenti e i docenti del “Casagrande”, istituto che ha contribuito con la classe 5C del Liceo delle Scienze umane – è stata quella per cui il territorio diventa, sì, più attrattivo per i turisti e sicuramente costituisce un dono di bellezza e di valore creativo umano per tutti, ma è anche un territorio “chiamato a fare i conti con la condizione umana nella sua integralità – con i suoi aspetti gioiosi e di alto valore etico e con i suoi lati oscuri e dolenti – così come l’UNESCO, nei suoi valori fondativi e nella sua storia, testimonia”.

L’iniziativa nella scuola pievigina era inserita nella linea, oramai consolidata, dei progetti di Service Learning, ossia con lo scopo di servizio solidale alla comunità sociale, e ha rappresentato uno stimolo degli studenti verso le autorità civili e la cittadinanza affinché il territorio “diventi davvero promotore dei valori UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura): la difesa dei diritti umani, la lotta e l’opposizione alla guerra, all’ignoranza e allo sfruttamento violento della natura”.

“Abbiamo lavorato in tanti a questo progetto – ha esordito il professor Loris Viezzer, docente del Casagrande – Abbiamo voluto fare in modo che questo ponte potesse onorare il suo nome in modo nuovo e secondo noi più pieno. Per fare questo, abbiamo scelto venti fotografie che a nostro giudizio possono raccontare che cosa sia l’umanità, almeno in parte, almeno comunque suscitando in chi le guarda il pensiero che essere umani vuol dire tantissime cose, alcune meravigliose, altre terribili”. Viezzer e i suoi studenti hanno collaborato attivamente con la 5A della primaria Farra di Soligo, con l’insegnante Mary Cassol, la 4A di Refrontolo, con l’insegnante Luigina De Faveri, e la 4A di Moriago della Battaglia, con l’insegnante Cecilia Garbuio. Importante anche la sinergia con Fotoclub Sernaglia, che ha tenuto nelle tre classi un breve corso di fotografia, e con le Amministrazioni comunali.

“Le nostre scuole possono agire per entrare in dialogo con tutte le istituzioni che nel nostro territorio sono interessate alla tutela del nostro sito UNESCO – ha osservato -. E in questo dialogo noi possiamo dire la nostra e cioè: essere abitanti di un sito UNESCO non ci dà solo un’opportunità, l’opportunità di veder crescere il turismo nelle nostre zone, ma anche una responsabilità”.

“Questa responsabilità non è solo quella di proteggere e valorizzare la bellezza e il valore culturale dei nostri luoghi – ha concluso – È una responsabilità educativa. La responsabilità, cioè, di ricordare a tutti, a noi stessi e ai turisti che ci vengono a visitare, che l’umanità è ampia, variegata, differenziata sia nelle tradizioni, negli usi e nei costumi, sia nelle differenze sociali – potenti e deboli, poveri e ricchi – e che queste disuguaglianze non devono lasciarci indifferenti quando feriscono e umiliano in qualcuno la nostra comune umanità”.

Presente all’inaugurazione anche la dirigente scolastica Gaetanina Da Fermo, che ha definito il progetto “una significativa opportunità educativa e culturale” nel segno di un “processo di apprendimento profondo, partecipato e generativo” perché “riflettere insieme sul concetto di ‘umanità’ significa promuovere competenze culturali e relazionali, ma anche stimolare il senso critico e l’impegno civile delle nuove generazioni”.

“Questa iniziativa, che unisce la riflessione culturale con la progettazione concreta e condivisa, testimonia quanto la scuola possa essere motore di rigenerazione, non solo urbana, ma anche etica e sociale – ha ricordato Da Fermo – Attraverso la selezione di immagini, la produzione di testi, il confronto interscolastico e il dialogo con esperti, gli studenti sono chiamati a dare voce visiva e culturale ai valori universali di dignità, diversità e solidarietà”.

“Come Dirigente Scolastica – ha concluso – sono profondamente orgogliosa di accogliere e accompagnare un progetto che rende protagonisti i discenti, proiettandoli verso un futuro di consapevolezza, cura e responsabilità. In questo cammino, il sapere non resta chiuso nei confini dell’aula, ma si distende nel paesaggio, ascolta le voci del territorio, si nutre di bellezza e la restituisce, trasformata, a chi saprà fermarsi a guardare e a pensare”.

(Autrice: Beatrice Zabotti)
(Foto: Isiss Marco Casagrande)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata

Related Posts