Dall’approvazione della Legge di Orientamento ad oggi il valore dell’agricoltura multifunzionale, tra attività connesse e di supporto, è quasi triplicato, passando da 6,3 a 15,3 miliardi e arrivando a rappresentare oltre il 20% del “pil” agricolo totale. La Marca trevigiana è un esempio lampante di questo processo di rinnovamento del settore primario che dalla multifunzionalità ha visto crescere il valore delle attività agricole.
A 24 anni dall’approvazione, la legge 228 del 2001 continua a rappresentare il fulcro da cui è partita la rigenerazione dell’agricoltura italiana, allargando i confini dell’attività con nuove e creative opportunità imprenditoriali e professionali che hanno salvato oltre cinquantamila aziende agricole.
“Si è trattato di un’autentica svolta per il lavoro in campagna dove le attività vanno oggi dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche alle attività ricreative all’agricoltura sociale, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili, oltre agli agriturismi che hanno reso l’Italia un punto di riferimento del turismo globale”, ha affermato il Presidente Coldiretti Treviso Giorgio Polegato.
“Un vero e proprio spartiacque del nuovo modo di fare agricoltura senza il quale avremmo perso la caratteristica della biodiversità e non avremmo avuto il successo della vendita diretta e dei mercati contadini di Campagna Amica, divenuta oggi la più grande d’Europa. Ma la legge di Orientamento ha soprattutto contribuito ad aprire l’agricoltura alla società riconoscendo un nuovo ruolo agli agricoltori italiani, diventati produttori di cibo”, ha aggiunto il Direttore Coldiretti Treviso, Giuseppe Satalino.
Nel giro di quasi ¼ di secolo l’agricoltura italiana è così diventata la più green d’Europa con 328 specialità Dop/Igp/Stg riconosciute, 529 vini Dop/Igp, 5547 prodotti alimentari tradizionali e Campagna Amica: la più ampia rete dei mercati di vendita diretta degli agricoltori. Primato continentale pure per il biologico, con 84mila aziende agricole attive sul territorio nazionale. Il 40% delle imprese che vendono direttamente al consumatore finale sono certificate biologiche. Senza dimenticare le 40mila aziende agricole impegnare nel custodire semi o piante a rischio di estinzione e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il maggior numero di prodotti agroalimentari in regola per residui chimici.
Un patrimonio che dobbiamo difendere anche attraverso la raccolta firme per ribadire con forza #nofakeinitaly: è fondamentale, infatti, che l’Europa attui il principio di reciprocità su tutto quello che entra in Italia, le regole devono essere le stesse per salvaguardare salute dei consumatori e biodiversità.
(Autore: Redazione Qdpnews.it)
(Foto: Archivio Qdpnews.it)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata