Il punto è capire se e quanti margini di manovra ci siano ora per i Comuni coinvolti, dopo che, con una nota del 23 maggio scorso, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha comunicato la conclusione positiva della Conferenza dei servizi decisoria semplificata, dando sostanzialmente il via libera definitivo agli “interventi di riordino della rete elettrica, con previsione di una nuova stazione elettrica” nel territorio di Volpago del Montello.
Un progetto in capo a Terna Spa, società privata ma con una partecipazione pubblica del Ministero, a cui il Comune si oppone da anni, in una battaglia per la tutela del territorio che, vista la portata dell’opera e le sue diramazioni anche nelle province di Belluno e Venezia, coinvolge più enti pubblici. Gli stessi che ieri sera, in una seduta di Consiglio comunale congiunta, si sono riuniti per ribadire la “contrarietà al progetto di riordino della rete elettrica, con previsione di una stazione elettrica nel Comune di Volpago del Montello, così come presentato da Terna spa”.
Capofila dell’iniziativa proprio Volpago, con il sindaco Paolo Guizzo, che è riuscito nell’occasione ad allargare la seduta consiliare ai sindaci trevigiani di Giavera del Montello, Andrea Maccari, di Ponzano Veneto, Antonello Baseggio, di Trevignano, Franco Bonesso, di Povegliano, Nicola Collavo, e di Paese, Katia Uberti. Presente anche il consigliere regionale (e cittadino volpaghese) Marzio Favero. Collegati in streaming, invece, il Consiglio comunale di Scorzè, con il sindaco, Giovanni Mestriner, e, per l’area del bellunese (delegata dal senatore Luca De Carlo), l’ex sindaco di Limana, Milena De Zanet.
Tutti uniti nel chiedere a Regione Veneto e Terna un tavolo tecnico-politico di concertazione e coordinamento, con tutte le Amministrazioni comunali coinvolte (a fini di confronto e monitoraggio), nonché di “approfondire e valutare il quadro generale e lo sviluppo del progetto, concertando ogni possibile miglioria ambientale e progettuale, per definire tutte le possibili compensazioni applicabili ai territori coinvolti”. Che, se non venissero ascoltati anche questa volta, potrebbero valutare persino l’extrema ratio del ricorso al Tar.
“Occorre continuare a muoversi uniti, come un unico territorio, contro queste decisioni calate dall’alto” ha ribadito Guizzo, dopo aver relazionato sulle “puntate precedenti” di una vicenda che ormai si trascina da anni. Gli ha fatto eco il sindaco di Scorzé, Mestriner: “La stazione elettrica prevista sul nostro territorio è più piccola di quella di Volpago, ma si tratterebbe comunque di un ulteriore dazio da pagare in tema di infrastrutture pubbliche e, francamente, abbiamo già dato. Segnalo solo un paradosso che trovo allucinante: in Conferenza dei servizi, le controdeduzioni alle nostre osservazioni sono state fatte proprio da Terna! Cioè il concessionario (privato) assume un ruolo ‘pubblico’. Peccato che loro a differenza nostra, non siano stati eletti. E lo dico da sindaco di Centrodestra, che crede nel libero mercato”.
Ha preso poi la parola il sindaco di Trevignano, Franco Bonesso: “Hanno provato più volte a dividerci, facendo accordi separati con il singolo Comune, ma per fortuna nessun sindaco ha firmato. Ora forse non si potrà più bloccare l’opera, ma si può comunque provare a migliorarla per ridurne l’impatto ambientale”. Una strada già percorsa proprio da Volpago del Montello che, con gli “associati”, vorrebbe ora negoziare un nuovo accordo. Magari, come ha sottolineato l’ex sindaca di Limana, “portando Terna a incontrare i territori coinvolti, con un preciso calendario”. “Credo ci siano ancora i margini per rivedere questo progetto, nato in un modo infelice – ha dichiarato il consigliere regionale Marzio Favero – Bisogna cercare un’interlocuzione diretta con la nuova Ad di Terna, per riaprire il tavolo tecnico”.
Magari accogliendo le proposte alternative più volte inviate a Terna dai Comuni interessati, con la richiesta di utilizzare i corridoi infrastrutturali già esistenti e, nello specifico, la linea dell’asse autostradale A27. Tra gli interventi finali della serata, anche quello del consigliere di minoranza Sebastian Grosso (Lista civica per Volpago), che ha tagliato corto: “Questa delibera va bene, ma non è sufficiente perché ormai i giochi sono fatti e l’iter è terminato. A questo punto è inutile chiedere ancora incontri, bisogna andare subito al Tar per provare a salvare il salvabile”.
La relativa delibera, con l’ordine del giorno discusso durante la serata, è stata poi approvata dal Consiglio comunale di Volpago all’unanimità.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Alessandro Lanza)
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