Una piccola bara bianca, i fiori deposti dai bambini ai piedi dell’altare e un grande cuore realizzato con le mani dei più piccoli, gli “amici della Nostra Famiglia”.
Così la comunità del quartiere trevigiano di Sant’Antonino ha accolto oggi mercoledì l’arrivo in chiesa del feretro di Agata Moro, la bambina di soli 10 anni morta improvvisamente a causa di un malore mentre faceva il bagno.
Un addio commosso e doloroso, che ha unito amici, insegnanti, vicini e conoscenti attorno ai genitori di Agata, papà Alberto e mamma Elena, molto stimati in tutta la comunità.
“Ci hai insegnato che la vita non si misura in anni ma in amore – è stato letto durante la cerimonia da una mamma degli amici del fratello di Agata –. Ci hai mostrato che non servono tutte le possibilità per vivere felici, che si può insegnare tanto anche senza parlare. Grazie per ogni sorriso condiviso ogni giorno”.


A testimonianza dell’affetto e della vicinanza, i genitori degli amici di Federico, fratello di Agata, hanno donato alla famiglia una piantina di ulivo, simbolo di pace e speranza. Crescerà, hanno detto, così come stava crescendo Agata, “strappata troppo presto all’amore della sua famiglia”.
A celebrare il rito funebre è stato don Paolo, che ha voluto portare l’abbraccio dell’intera città di Treviso in un momento tanto difficile.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Simone Masetto)
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