La chiesa senza campanile e il campanile senza chiesa. Gli scrigni di San Martino e di San Tommaso 

LA CHIESA DI SAN MARTINO – PELLEGAI

La chiesa dedicata a San Martino, attesta già nel primo decennio del XVI secolo, si trova nella frazione di Pellegai, in comune di Borgo Valbelluna. L’edificio, con semplice facciata a capanna, nei secoli più volte restaurato e rimaneggiato, si erge tra soleggiati prati e dolci declivi, in una posizione naturalmente evocatrice di spiritualità.

La chiesa è priva di campanile, ma è facile notare anche un campanile senza chiesa! Due elementi curiosamente separati e di due epoche diverse.

Il campanile di innalza a vedetta, in posizione isolata, giallo, su un colle di fronte alla chiesa di San Martino, fiero di indicare il primitivo sito della chiesa precedente. Lo si può notare assai facilmente e perciò rappresenta un sicuro punto di riferimento anche dalle località più distanti.

La chiesa di San Martino, segnata e contenuta da un muretto circostante che ne delimita il sagrato, posta lungo le antiche direttrici stradali, ha visto sicuramente nei secoli, il passaggio di numerosi pellegrini e viandanti che avranno rivolto la loro fiduciosa preghiera per essere protetti contro ogni male e pericolo, gettando uno sguardo devoto verso la facciata d’ingresso, dove domina la figura di San Cristoforo che porta Gesù Bambino. 

All’interno sono chiari i riferimenti alla diocesi di appartenenza e alla Chiesa di Roma.

Nel dossale è stata infatti inserita una pala con la Madonna del rosario in gloria tra San Tiziano vescovo e San Pietroche riceve le chiavi del Regno dei cieli da parte di Gesù che sembra quasi scappare vivacemente dalle braccia di Maria. Pietro è colui che ha tradito e rinnegato Cristo, Pietro è colui che si è pentito e convertito, Pietro è il puro di cuore che può vedere Dio.  Pietro è colui che dirà: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.

Nella stessa pala San Tiziano incrocia lo sguardo di Gesù e si pone in umile ascolto come vescovo, pastore e guida sicura nella carità.

Venerato da sempre come Santo patrono dell’antica diocesi di Ceneda, San Tiziano Vescovo di Oderzo, è anche patrono del comune di Borgo Valbelluna.

LA CHIESA DI SAN TOMMASO – ZOTTIER

Un tempo a Zottier, in comune di Borgo Valbelluna e in parrocchia di Mel, esistevano tre chiese, attestate già dal XV secolo: l’antica chiesa di San Giorgio che venne distrutta nell’Ottocento, la chiesa di San Giacomo alienata nel Novecento e adibita negli anni a vari usi e la chiesa di San Tommaso.

“Se non metto il dito nel posto dei chiodi, e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò” (Giovanni 20,25), afferma l’apostolo San Tommaso incredulo difronte al Cristo risorto.

Le parole di San Tommaso accompagnano lo sguardo verso l’altare maggiore e alla pala di secentesca risoluzione artistica. 

In essa emerge il tema della resurrezione di Cristo, il grande mistero della fede; viene messa a nudo la fragilità umana, rappresentata da San Tommaso apostolo che, solo dopo aver toccato le ferite dei chiodi e del costato di Cristo, saprà esprimere la sua fede affermando: “Mio Signore e mio Dio” (Giovanni20,24-31), riconoscendo la natura umana e divina di Gesù.

Sulla pala Cristo è posto in centro su un piedistallo in marmo scolpito che lo innalza vittorioso sulla morte. Sant’Antonio Abate sembra quasi ritirarsi dalla scena per permettere il dialogo tra Gesù e San Tommaso. Il Santo apostolo tocca il costato di Cristo che osserva accondiscendente, portando il vessillo della vittoria sulla morte. 

Risuonano nel visitatore le parole che Cristo rivolge a Tommaso: “Perché mi hai veduto, hai creduto: beati coloro che non videro e tuttavia credettero”.

Nella chiesa di San Tommaso si viene condotti a riflettere sulla fede a partire dall’ esempio del Santo apostolo e si è invitati ad esprimere la devozione verso la Madonna di Fatima la cui statua, qui conservata, per la ricorrenza, viene accompagnata ogni anno in processione.

(Autore: Paola Brunello)
(Foto e video: Simone Masetto)
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