Aggressioni a medici e infermieri, Benazzi: “200 bodycam per i nostri operatori”

Bodycam per gli operatori sanitari, medici e infermieri dell’Ulss 2 Marca trevigiana ed eventualmente anche dashcam sui mezzi di soccorso. Il contrasto al fenomeno delle aggressioni nei confronti di medici e infermieri, tema purtroppo sempre più all’ordine del giorno, passa anche dall’utilizzo di strumenti di ripresa collocati all’interno dei veicoli o direttamente sul “camice”.

Una conferma in tal senso arriva dal direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi, che a margine del convegno “L’etica nella medicina moderna” svoltosi al Centro studi Lorenzon di Treviso, ha dichiarato ai microfoni di Qdpnews.it: “Stiamo aspettando la gara regionale, noi abbiamo già aderito e avremo quindi la possibilità di poter fornire ai nostri operatori questo strumento di dissuasione nei confronti di coloro che vogliono soprattutto attaccarli dal punto di vista fisico. Tempistica? Noi pensiamo tra settembre e ottobre, finita la gara regionale, di acquistarne circa 200 per i nostri operatori, soprattutto i Pronto soccorso, le psichiatrie e il Suem”.

E su questo tema è intervenuto anche il presidente della Regione, Luca Zaia, che ha di nuovo ribadito la necessità del “pugno di ferro” contro chi aggredisce medici e infermieri: “Bisogna inasprire le pene, perché chi va in un Pronto soccorso o dentro un ospedale a percuotere gli operatori sanitari, a far casino, non fa solo del male a loro, ma blocca l’attività magari in presenza di un codice rosso, di una persona che sta perdendo la vita. Quindi mette a repentaglio anche le cure altrui. Quindi ci sarebbe già un altro reato, a mio avviso, che è quello legato al mancato soccorso”.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Archivio Qdpnews.it. Video: Mihaela Condurache)
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