Vedi i Giochi e poi… chiudi? Nuove nubi sulla ferrovia del Cadore, ma la politica rassicura

Le porte di un “Minuetto” si chiudono (non per sempre, si spera) alla stazione di Calalzo – Pieve di Cadore – Cortina

Da tempo chiude fino a 6 mesi all’anno per manutenzioni programmate. Dopo le Olimpiadi di Milano – Cortina 2026 chiuderà per sempre?

Non per la prima volta il futuro della ferrovia del Cadore, che unisce su un unico binario non elettrificato Ponte nelle Alpi e Calalzo, diventa oggetto di preoccupazione tra chi di treni se ne intende e chi li usa.

“Sono urgenti pianificazioni realizzabili e azioni valide, altrimenti la ferrovia che raggiunge la stazione capolinea di Calalzo Pieve di Cadore Cortina avrà una vita molto breve” ha scritto nei giorni scorsi, sul proprio sito e sui social, l’associazione TreniBelluno, che riunisce pendolari, conoscitori e sostenitori del trasporto pubblico locale, soprattutto su rotaia.

“Diteci subito – prosegue l’associazione – se dobbiamo rassegnarci a uno scenario così misero e se l’inverno del 2026 sarà l’ultimo in cui sarà possibile raggiungere le Dolomiti con il treno”.

L’analisi, che ha generato centinaia di reazioni in pochi giorni, prosegue sul sito: “Riteniamo necessario che la regione storica del Cadore, attraverso quella che è l’ultima ferrovia rimasta nelle Dolomiti e per questo è l’unica che oggi può definirsi la ferrovia nelle Dolomiti, sia meglio collegata con Venezia e quindi con la rete ferroviaria nazionale ad Alta Velocità”.

Come? L’associazione snocciola le soluzioni: “Riducendo drasticamente i periodi di interruzione della linea, migliorando il sistema tariffario, facilitando l’intermodalità treno/bus, allargando la periodicità del trenobicibus, aumentando i collegamenti con treni regionali diretti, procedendo al rinnovo della flotta dei treni regionali utilizzati sulla Belluno – Calalzo”, alcuni dei quali sono prossimi a compiere vent’anni di servizio.

Interpellati sul tema a margine dell’abbattimento dei diaframmi delle nuove gallerie/varianti alla Statale 51 di Alemagna a Tai e Valle di Cadore, la vicepresidente della Regione Veneto con delega alle infrastrutture Elisa De Berti e il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin hanno smentito chiusure imminenti della linea (gestita da Rete Ferroviaria Italiana): “Assolutamente no” è il loro commento che mantiene vivo il futuro della linea. Della stessa opinione anche il senatore bellunese Luca De Carlo: “non mi risulta” è il suo commento.

(Autori: Luca Anzanello e Simone Masetto)
(Foto: Qdpnews.it)
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