500 chilometri di natura, fede, accoglienza e scoperta, con il sogno (realizzato) di attraversare le Alpi a piedi. La luna di miele di Jakob e Rebecca, sposi tedeschi ventenni di Mamming, piccolo paese della Baviera, è un pellegrinaggio a piedi sulla “Monaco – Venezia”.
Partiti il 27 maggio, pochi giorni dopo il loro matrimonio, hanno già percorso più di 420 chilometri. Li incontriamo nel centro di Pieve di Soligo, in un breve momento del loro ristoro in una tarda mattinata segnata da alte temperature. Indossano inusuali abiti bianchi, e con loro portano zaini, tende e i bastoni da camminatori, e la loro inseparabile cagnolina.


Hanno incontrato il sindaco Stefano Soldan, il vicesindaco Giuseppe Negri e l’assessore Eleonora Sech, che li hanno accolti e hanno timbrato e firmato il loro quaderno di memorie di questo lungo viaggio. Negri si è detto “molto felice di aver conosciuto e aver potuto offrire una sosta a questi due ragazzi, che hanno subito suscitato la mia curiosità per la loro giovinezza e il loro viaggio così particolare, oltre che per il loro sorriso e la voglia di avventura”.
Un viaggio immerso nei paesaggi
La coppia ha fatto tappa nella città pievigina solo per poche ore, per poi ripartire. “Ci restano una sessantina di chilometri – raccontano sorridendo – contiamo di arrivare a Venezia martedì. Di solito camminiamo tra i 20 e i 25 chilometri al giorno. Oggi ne abbiamo percorsi otto, ma ci aspettano ancora molti passi”. E di passi ne hanno fatti tanti, sempre lenti, decisi e fiduciosi.
“La cosa bella del camminare è che ti immergi veramente nella natura – ci spiega Jakob, che parla correntemente inglese -. In macchina o in bici vedi le montagne solo da lontano, le colline e i paesaggi scorrono veloci. A piedi invece li vivi, li ascolti, li respiri. Siamo grati per questo”.


Jakob, polacco di origine ma residente in Germania da nove anni, lavora nel campo dell’informatica, mentre Rebecca, tedesca, è fisioterapista.
Una delle grandi sorprese per i due giovani è stata la varietà del paesaggio. “In pochi chilometri cambia tutto: dalla campagna ai vigneti, dalle colline boscose agli spazi aperti – dice il ragazzo – È travolgente. Non sapevamo che qui ci fossero così tanti vigneti. E poi abbiamo scoperto che l’area è Patrimonio dell’Umanità Unesco!”.
È proprio questa lentezza che ha dato loro l’occasione di assaporare “la pienezza della natura”. “La biodiversità, le infrastrutture, i paesi… tutto è così ricco e mutevole. Ogni giorno ci emozioniamo”. E nei panorami hanno incontrato soprattutto tante persone generose.
“Dormiamo per lo più ospitati da persone private, nelle loro case – prosegue il giovane -. Abbiamo con noi una tenda e i sacchi a pelo negli zaini. Di solito bussiamo alla porta di persone gentili, spesso contadini o famiglie con grandi giardini. Raccontiamo la nostra storia, diciamo che siamo in pellegrinaggio, ci presentiamo e chiediamo se possiamo montare la tenda nel loro giardino”.
“Sono molto generosi – annuiscono – Pensavamo che ci avrebbero rifiutato spesso o che ci avrebbero mandato via. Invece la maggior parte delle persone è incredibilmente accogliente e generosa: ci aprono la porta al primo colpo, ci offrono cibo e anche la possibilità di farci una doccia”.
Insieme a loro, anche la cagnolina Bella: “Temevamo non ce l’avrebbe fatta, invece tira avanti con entusiasmo. Solo sull’asfalto caldo dobbiamo prenderla in braccio. Ha più energia di noi!”.
Camminando con la fede
Il viaggio per i due giovani ha anche un’anima spirituale profonda. Jakob e Rebecca si sono recentemente convertiti al cristianesimo ortodosso, movimento in crescita in Germania. “Io ero cattolico – spiega Jakob – e lei protestante. La domenica andiamo a messa e – quando possibile – andiamo in hotel come piccola coccola settimanale”.


“Non sappiamo mai dove dormiremo la sera – osserva -. Ma ogni volta Dio provvede. I momenti più belli? Quelli in cui sembra non esserci una via d’uscita, e poi, all’ultimo, tutto si risolve. È accaduto spesso. Come ieri (venerdì sera ndr), quando una sindaca ci ha dato la possibilità di farci dormire al riparo dalla pioggia. Pochi minuti dopo, è scoppiato un temporale violento”.
Un’esperienza irripetibile. Ai giovani: “Fate qualcosa di nuovo”
“Questo tipo di esperienza non si può rifare – dice -. È unica, irripetibile. Ogni incontro, ogni difficoltà, ogni tratto di strada è nostro. Nessun altro vivrà esattamente ciò che abbiamo vissuto noi.”
Prima di ripartire verso Venezia, Jakob vuole lasciare un messaggio ai coetanei giovani adulti: “Lasciate qualcosa dietro di voi e fate qualcosa che non avete mai fatto. Vivete un’esperienza nuova, anche breve. Uscite nella natura. Fate qualcosa che abbiamo dimenticato essere essenziale nella nostra vita. E soprattutto, non dimenticate Dio. Ci sono tante domande che ci portiamo dentro: andate nel profondo del vostro cuore per conoscerle”.
(Autrice: Beatrice Zabotti)
(Foto: Beatrice Zabotti)
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