Archiviata la questione del terzo mandato, si avvicina per Luca Zaia il momento di rispondere alla domanda che tutti si pongono: che cosa “farà da grande” il governatore più amato d’Italia? Se dal diretto interessato ancora nulla si muove, a parlarne questa mattina è stato il leader leghista Matteo Salvini.
“Sicuramente – avverte il vicepremier – sicuramente Luca Zaia a fine mandato sarà valorizzato e c’è solo l’imbarazzo della scelta; ne sto già parlando con lui”. Se le strade del Signore sono infinite, anche quelle di Zaia (senza avventurarsi in paragoni blasfemi) sembrano essere molte: c’è chi lo vorrebbe a Roma in un ruolo da ministro, chi come sindaco di Venezia o, ancora (ipotesi questa sicuramente più remota), alla guida di un nuovo partito, magari proprio assieme ad altri due governatori – sempre leghisti – tra i più amati d’Italia, come Massimiliano Fedriga e Attilio Fontana.
“Sul terzo mandato non posso che ripetere, per la trentasettesima volta, che noi ci abbiamo provato cinque volte con cinque voti diversi – conclude Salvini –, e tutti i cinque voti sono stati bocciati da quasi tutti. Secondo me è un peccato, perché significa perdere ottimi sindaci e ottimi governatori”.
Intanto continua, almeno a parole, la battaglia sul prossimo candidato del centrodestra alle regionali, con la Lega che è disposta anche alla rottura con gli alleati in caso la persona scelta non abbia il Leone Marciano nello stemma del proprio partito.
“La Lega è il perno fondamentale del centrodestra in Veneto. Per storia, cultura, presenza sul territorio. La nostra base, costituita da migliaia di sostenitori e militanti, non è sostituibile né replicabile. Dispiace doverlo dire, ma la sceneggiata sullo stop al terzo mandato non è stata rispettosa di una storia che è parte integrante di questa terra e del suo popolo – commenta invece il capogruppo in Consiglio regionale Alberto Villanova –. I veneti non amano iniziare i discorsi per niente: le cose o si fanno, o si fa a meno di parlarne. Noi siamo per fare le cose in squadra, ma se ci sentiamo presi in giro, allora questo diventa un grosso problema per tutti. Perché a quel punto l’idea di far da soli inizia davvero a stuzzicarci”.
(Autore: Simone Masetto)
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