Quello di Teresa De Luca è stato un compleanno centenario particolare, all’insegna della storia e del ricordo.
Ieri sera, infatti, la signora ha ricevuto la cittadinanza onoraria dal Comune di Revine Lago, alla presenza dell’Anpi di Vittorio Veneto. Tutto proprio in occasione del suo 100esimo compleanno.
Per l’occasione, la sala consiglio del centro polifunzionale era gremita di cittadini di Revine Lago, intervenuti per assistere alla cerimonia.
Nata a Formeniga (Vittorio Veneto) il 30 giugno 1925, Teresa De Luca ha vissuto con la madre a Revine (frazione del Comune di Revine Lago), fino all’età di 10 anni.
Poi venne mandata a Milano, dalla zia materna (custode di una palazzina), dove imparò il lavoro di sarta.
Con l’arrivo del Secondo conflitto mondiale e poi la minaccia nazifascista (e, di conseguenza, il pericolo di bombardamenti), la madre la fece rientrare: il suo ritorno a Revine avvenne l’8 gennaio 1944.
Ma i tempi bui della guerra arrivarono anche a Revine Lago e ben presto Teresa entrò nella Resistenza, aiutando la Brigata Tollot: si occupò di diffondere i volantini (all’epoca, la libertà di stampa era un’utopia) e di cucire i vestiti per i partigiani che si nascondevano in montagna.
Una volta concluso il conflitto, fece ritorno a Milano, dove si sposò nel 1947 con un revinese.
Oggi risiede con la famiglia nel Comune di Radicondoli, in provincia di Siena.
“Quello della cittadinanza onoraria alla signora Teresa è un atto dovuto, perché diciamo sempre che bisogna ricordare per non dimenticare”, ha detto il sindaco di Revine Lago, Massimo Magagnin, il quale ha portato anche i saluti da parte del primo cittadino di Radicondoli.
Magagnin ha quindi conferito la cittadinanza (assieme a una serie di doni) alla signora Teresa, la quale ha ricevuto un riconoscimento anche da parte dell’Anpi di Vittorio Veneto.
Una cittadinanza onoraria conferita a una “partigiana e testimone di libertà, per il suo esempio di coraggio, impegno civile e profondo legame con la nostra comunità”.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Arianna Ceschin)
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