Promossa e (quindi) “rimandata” a settembre: pausa estiva per la Zona rossa

Lungo vertice in Prefettura, questa mattina a Treviso, per il Comitato ordine e sicurezza pubblica al quale hanno partecipato i sindaci dei Comuni più popolosi della Marca.

Tavolo tecnico con focus sulle periferie, su input di una circolare arrivata dal Ministero dell’Interno, che è stato l’occasione per stilare un bilancio sull’efficacia dell’ordinanza prefettizia che, alla fine dello scorso maggio, ha dato il via, nel quadrante di via Roma, alla prima “zona rossa” cittadina: un’area ad alta sorveglianza nella quale le forze dell’ordine hanno avuto la possibilità di allontanare persone con precedenti penali o autrici di comportamenti potenzialmente pericolosi per la pubblica sicurezza.

Provvedimento che, nonostante l’efficacia riconosciuta dai vertici della Prefettura e dell’amministrazione comunale, si è deciso di non riproporre: “La zona rossa ci ha restituito risultati più che convincenti. Avevamo un obiettivo – spiega il sindaco Mario Conte -: liberare la zona ricompresa tra piazzale Duca d’Aosta, viale Alcide De Gasperi, via Lungo Sile Mattei, Riviera Santa Margherita, via Reggimento Italia libera, via Fratelli Bandiera e Porta Altinia dalla presenza di alcune figure che incidevano negativamente sulla percezione di sicurezza da parte della cittadinanza, e siamo riusciti a centrarlo pienamente. A darci ragione sono i numeri degli interventi di allontanamento che nelle ultime settimane si sono addirittura azzerati: segno evidente che il lavoro svolto dalle forze dell’ordine ha portato risultati importanti”.

La scelta di non riproporre il modello di alta sorveglianza è solo temporaneo, e non determinerà una riduzione o l’azzeramento dei controlli: “La stagione estiva non vedrà il riproporsi della zona rossa, ma i controlli sul nostro territorio saranno zelanti e puntuali – rassicura il primo cittadino –. Durante i fine settimana le misure di controllo verranno rafforzate, con particolare attenzione ai casi di intemperanza o disagio giovanile. Sostituiamo la zona rossa con uno strumento che ci consente un monitoraggio altrettanto adeguato e importante del quadrante di via Roma. Ci focalizzeremo su specifiche problematiche, quelle che in queste ultime settimane hanno attirato maggiormente sia la nostra attenzione che quella della comunità, una comunità all’interno della quale la percezione di sicurezza, grazie a questo provvedimento, è cresciuta significativamente”.

Uno stop solo temporaneo, quindi, perché la zona rossa non andrà in pensione e potrà essere rispolverata a settembre: “Con la riapertura delle scuole e il rientro dalle vacanze di tutta la comunità valuteremo se proporre o meno la zona rossa – conclude il numero uno di Ca’ Sugana – i numeri attuali ci rimandano un calo significativo degli interventi delle forze dell’ordine, per cui non avrebbe senso tenere in piedi questo sistema di controllo. Un’attenzione alla sicurezza del territorio e a quella dei cittadini che continua e si traduce da parte dell’amministrazione in controlli serrati su tutto il territorio cittadino”.

Soddisfatto anche Angelo Sidoti, prefetto di Treviso, che tira le somme dei provvedimenti resi esecutivi a seguito dei controlli: “Nei quaranta giorni di operatività dell’area a tutela rafforzata sono state identificate e controllate oltre 4 mila persone. Quattordici di queste sono state allontanate perché con precedenti penali o perché responsabili di comportamenti che hanno messo a rischio l’incolumità pubblica. Oggi registriamo un azzeramento delle condizioni che hanno determinato l’istituzione della zona rossa, e una condizione di serenità diffusa tra la popolazione. Questo ci ha spinto a sospendere un provvedimento che potrà tornare in vigore, anche in altre zone o quartieri, laddove le condizioni attuali dovessero mutare”.

Positivo anche il focus sulle periferie, una raccolta di dati sulla condizione delle aree più lontane dai centri cittadini, su scala provinciale, che verrà riportata in sede regionale: “I sindaci dei Comuni più popolosi della Marca sono stati convocati allo scopo di individuare precocemente la presenza sul nostro territorio di situazioni con problematiche riconducibili a quelle del Comune di Caivano – spiega Mario Conte -; sulla base di quanto emerso però non sono evidenziate situazioni analoghe o assimilabili. Per quanto riguarda Treviso, nella relazione che invieremo verrà sottolineato come, rispetto a vent’anni, fa la tipologia e le caratteristiche delle comunità residenti nelle nostre periferie siano profondamente cambiate, con una sovrapposizione culturale importante che in alcuni casi porta benefìci e in altri criticità che è necessario monitorare”.

Al tavolo tecnico anche Mirella Balliana, sindaca di Vittorio Veneto: “Tra i Comuni della Marca per estensione, popolazione e presenze, il nostro, sotto il profilo della sicurezza, non presenta particolari criticità. In alcune borgate vittoriesi, nelle quali gli affitti sono più bassi perché gli edifici sono più malandati o fatiscenti, può esserci maggiore possibilità di insediamento da parte di famiglie o gruppi di persone, non necessariamente stranieri, che si trovano in condizioni di disagio economico. Ciò potrebbe, potenzialmente, presentarsi come condizioni favorevoli al nascere di future criticità”.

(Autrice: Emma de Maria)
(Foto: archivio Qdpnews.it. Video: Emma de Maria)
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