Viaggio nell’ex Marras, futura biblioteca: “Fine lavori l’anno prossimo, “apertura” nel 2027″

Primo sopralluogo, nel pomeriggio di oggi giovedì, per il sindaco di Conegliano Fabio Chies, il suo vice con delega ai Lavori pubblici Claudio Toppan e tutta la giunta comunale al cantiere dell’ex Caserma Marras, struttura che si affaccia su piazzale San Martino ed è al centro di un intervento che la renderà la nuova biblioteca comunale della città, nonché centro culturale con spazi per convegni, incontri e performance musicali.

Un intervento dal costo di quasi 5 milioni e 700 mila euro, di cui 5 milioni e mezzo di contributo Pnrr e quasi 188 mila euro di fondi propri dell’amministrazione.

I lavori hanno avuto inizio a maggio 2024 e la conclusione è prevista a inizio 2026, con la piena funzionalità dell’edificio nel 2027. Tempistiche ipotizzate, salvo eventuali imprevisti.

Come ha spiegato l’architetto Luca Mereu, direttore dei lavori in questione, è stato rifatto il sistema della copertura, con le travi originali ripulite e risistemate, oltre al rifacimento dei solai in legno. A ciò si è aggiunto il consolidamento del tavolato, con agganci di perni alle murature.

Previsto il rifacimento degli intonaci, mentre quello della copertura ha richiesto diverso tempo di realizzazione, circa 6 mesi di lavorazione. “Il prossimo step riguarderà gli impianti e gli intonaci” ha precisato Mereu, il quale ha aggiunto che è stato salvato l’80% delle coperture e dei solai, così come verranno mantenuti dei tratti di pavimentazione in cotto riemersi nel corso dei lavori.

Bisogna ricordare che, in origine, l’ex Caserma Marras era un convento. L’impronta conventuale è riconoscibile nella presenza di un chiostro, in origine racchiuso da tre corpi: un corpo principale, un’ala est e un’ala nord, quest’ultima crollata a causa dei bombardamenti del secondo Conflitto mondiale.

Il corpo principale risulta parallelo sia all’attuale Museo degli Alpini che al fiume Monticano. Da ricordare anche la presenza adiacente della chiesa parrocchiale dei Santi Martino e Rosa.

Per essere precisi, però, il primo impianto del convento venne realizzato dai Crociferi, nel XIV secolo, per poi essere demolito e ricostruito dai Domenicani, questi ultimi riconoscibili come l’ultimo ordine ecclesiastico presente in loco.

Conclusa la cosiddetta fase conventuale dell’edificio, la struttura venne riconvertita in Caserma, ospitando un ospedale militare e, in seguito, le truppe di stazionamento.

Attualmente, l’edificio risulta suddivisibile in due macrogruppi: il primo di impostazione conventuale, a cui si aggiungono degli immobili secondari usati come stalle e depositi.

Nel complesso, la struttura conta una superficie di 2 mila metri quadrati che ospiterà diverse funzionalità d’uso: al pianoterra ci sarà una sala convegni, assieme a spazi espositivi e funzionali per attività, come aree per bambini e performance musicali.

Al primo piano avrà spazio una biblioteca a scaffale aperto, con sale studio e di lettura; al piano ballatoio ci sarà il deposito dei libri a scaffale chiuso; al secondo piano ancora sale studio e di lettura.

Tutto in un edificio migliorato sismicamente ed energeticamente, oltre che adeguato in tema di normative di prevenzione incendi.

Sono inoltre state realizzate delle nuove strutture in acciaio per migliorare sismicamente l’edificio.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto e video: Arianna Ceschin)
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