Proprio nel giorno che ricorda il sesto anniversario della proclamazione del territorio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene quale Patrimonio dell’Umanità UNESCO (7 luglio 2019), sembra più che mai opportuno fermarsi a riflettere sul significato e sulla concreta realizzazione di questo felice riconoscimento, e di questa straordinaria opportunità, per le terre dell’Alta Marca Trevigiana.
Che cosa risalta soprattutto, che cosa è cambiato in questi anni, quali sono le novità più interessanti? Di sicuro, è emersa una grande consapevolezza delle possibilità non comuni legate al tema UNESCO, soprattutto nella logica della costruzione di una forte identità territoriale capace di unire, far collaborare, far cooperare, mettere in comune la forza di ciascuno in un’ottica di obiettivi plurali e condivisi. Come a dire: non c’è alternativa, anche a un livello comunitario, non solo personale, alla convinzione che non si può che procedere insieme, come contenuti e come stile, valorizzando l’originale apporto di ciascuno, mettendo in rete la ricchezza di ogni singola parte, costruendo con pazienza, efficacia ed entusiasmo un mondo di relazioni buone, virtuose, grate e coinvolgenti. Tanti i motivi, gli appuntamenti e i traguardi che si sono susseguiti in questi primi sei anni della nuova stagione Unesco, dai quali si può ricavare un messaggio che tutti accomuna: non basta fare l’elogio dell’importanza dell’essere insieme, ma occorre mettere in atto strategie adeguate e percorsi credibili, seri e concreti in cui tutto questo possa realizzarsi veramente. Nei fatti, non a parole.
E’ vero, non è una scoperta di questi ultimi anni: qualcuno aveva visto giusto in tempi non sospetti, era stato lungimirante, aveva pensato prima di altri alla forza reale, alle inevitabili conseguenze positive e alle ricadute molto favorevoli di questa prospettiva unitaria, applicata alla cultura, all’economia e alla società del territorio.
Il Gran Galà della Primavera del Conegliano Valdobbiadene Prosecco, ad esempio, svoltosi nell’ultimo fine settimana nell‘auditorium comunale Battistella Moccia di Pieve di Soligo, è stata la festa per il trentesimo compleanno della manifestazione, diventata sicuramente una delle più importanti rassegne dl settore a livello nazionale. E che cosa è stato sottolineato in particolare durante la cerimonia, nella quale sono stati premiati i migliori vini e produttori dell’annata in base alle varie categorie? Sicuramente l’intuizione anticipatrice del coordinatore della Primavera del Conegliano Valdobbiadene Prosecco e presidente provinciale Unpli, Giovanni Follador, al quale è stato attribuito il merito indiscutibile di aver creato un grande evento unitario, di sostanza e immagine del territorio, capace di raccontare veramente il mondo del Prosecco Superiore DOCG secondo logiche innovative di sinergie e di reti, di comunicazione e di immagine, pienamente rispettose dell’unicità del paesaggio umano e vitivinicolo dell’Alta Marca oggi UNESCO.
E’ stato così possibile indicare e narrare una prospettiva ulteriore, superare i campanilismi, individuare tempi, modi e sistema partecipativo per creare il grande mosaico di una Primavera nella quale figurano da protagonisti i singoli luoghi delle mostre del vino, le qualità eccezionali del prodotto, l’amenità del contesto, l’apporto della viticoltura “eroica”, e al tempo stesso anche il contributo notevolissimo del volontariato locale, a partire da quello organizzato nelle associazioni Pro Loco. Non era facile trent’anni fa mettere in moto un’operazione complessiva di questa portata, non era semplice unire istituzioni locali, categorie, gruppi e sodalizi in questa prospettiva e progettualità comune. Invece, la logica d’insieme, perseguita con coraggio e costanza, si è rivelata assolutamente vincente, e oggi rappresenta un biglietto da visita di prim’ordine per l’intera comunità.
Ma non è tutto: nella serata dello stesso giorno del Gran Galà una bella festa popolare ha rinnovato il suo essere punto d’incontro con tanta gente arrivata da ogni dove alla sede della Latteria Soligo, antica cooperativa lattiero casearia, oggi presieduta da Lorenzo Brugnera, che vide i suoi statuti firmati dal grande economista trevigiano Giuseppe Toniolo, oltre 142 anni orsono. Parliamo della Notte Bianca del Gusto, in cui l’arte delle lavorazioni casearie e l’eccellenza dei saperi e dei sapori enogastronomici tipici del territorio si fondono in una combinazione da anni riconosciuta e apprezzata da tutti per la sua vivacità, fragranza, autenticità, naturalezza, spirito di compagnia, valorizzazione delle competenze ed esperienze di operatori economici, istituti scolastici, produttori e associazioni di volontariato.
Ecco, ancora una volta, la parola magica “insieme”, che dona l’immagine veritiera di una comunità dove ancora tengono e prevalgono valori fondanti e spirito di solidarietà. Ma anche la cultura di questo territorio UNESCO è ormai abituata da tempo a esprimersi attraverso le logiche della cooperazione e delle reti costruite insieme: sempre nell’ultimo fine settimana, infatti, lo splendido concerto della Piccola Orchestra Veneta e dei suoi Solisti nella chiesa di Sant’Ignazio a Gorizia, Capitale europea della cultura 2025 – evento voluto e offerto da imprenditori illuminati come Agostino e Daniela Mirsayev – è stato il momento più recente di un “sentire” alto e condiviso in questo specifico ambito, di un impegno convinto di valorizzazione del ricchissimo patrimonio culturale di una terra di vite illustri, della promozione delle eccellenze che lo abitano e lo contraddistinguono, in maniera inconfondibile, con talenti e risultati da primato.
Una cultura generata e interpretata da attori formidabili, ambasciatori di bellezza a livello nazionale e internazionale, espressione degna e ammirata di una comunità che si fregia del riconoscimento UNESCO, all’inizio di un’estate che sarà ancora di “Armonie” di successo. Certamente, insieme a tutti coloro che amano la cultura come straordinario veicolo di pace, di relazioni, di incontro fra le persone, di superamento di barriere e confini. Qualcuno ha visto prima, anche qui, e ha osato intraprendere strade inedite: ora i traguardi raggiunti e le potenzialità future sono garanzia di qualità della vita per tutti.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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