“Troppa leggerezza. Troppa incoscienza. Il Piave non perdona”. È il duro monito lanciato dal sindaco di San Biagio di Callalta, Valentina Pillon, a poche ore dall’ennesimo episodio di pericolo nelle acque del fiume sacro alla Patria. Proprio nel pomeriggio di ieri, 7 ragazzi – due di origine pakistana e cinque bengalesi, di età compresa tra i 19 e i 42 anni – sono rimasti bloccati su un isolotto in mezzo al fiume, nella frazione di Fagarè, a causa dell’innalzamento improvviso del livello dell’acqua e della forte corrente.
“Anche i nuotatori più esperti possono trovarsi in difficoltà – ha sottolineato la sindaca –, perché la forza dell’acqua non lascia scampo. Il Piave è sempre stato insidioso, con mulinelli nascosti e correnti imprevedibili. L’episodio di ieri ne è l’ennesima conferma”.
Il salvataggio, avvenuto grazie a un complesso intervento congiunto di Carabinieri, Vigili del Fuoco, Suem 118 e due elicotteri, si è concluso senza conseguenze gravi per i protagonisti, ma non senza preoccupazione. “Un intervento riuscito – commenta Pillon – ma che ha comportato un grande dispendio di risorse e avrebbe potuto trasformarsi in tragedia”.
L’appello della prima cittadina è chiaro e diretto: “I cartelli di divieto di balneazione ci sono, ma vengono ignorati. La tragedia del Natisone dello scorso anno non è bastata a far comprendere quanto sia pericoloso sfidare la natura. Non possiamo presidiare ogni tratto del fiume: significherebbe sottrarre risorse vitali al controllo del territorio. Serve buonsenso. Serve responsabilità”.
“La sicurezza non è solo compito delle Istituzioni, è una responsabilità collettiva – conclude Pillon -. Rivolgo un appello a tutti – cittadini, turisti, ragazzi e famiglie –: non sfidate il fiume. Il Piave è la nostra storia e la nostra identità. Ma va rispettato. Sempre”.
(Autore: Simone Masetto)
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