Morti sul Piave, campagne informative e cartelli multilingue. Ipotesi ordinanze e multe

Il Piave non è un fiume balneabile. Concetto questo che sembra – visti anche i morti e i numerosi salvataggi di queste ultime settimane – non essere chiaro a molti. Ecco perché l’obiettivo a breve termine del tavolo che si è tenuto questa mattina nella sede della Provincia – voluto dal sindaco di Spresiano Marco Della Pietra e coordinato dal prefetto Angelo Sidoti – è quello di sensibilizzare le persone sul divieto di balneazione e sulla pericolosità del fiume.

Il Prefetto di Treviso Angelo Sidoti

Campagne shock, post sui social e cartelli multilingue sui luoghi interessati e maggiormente frequentati sono le soluzioni per evitare che questa strage continui, ma l’obiettivo è anche quello di avviare delle campagne informative nelle scuole per coinvolgere quanti più giovani e famiglie possibile. Progetti questi che interesseranno inizialmente tutta la Marca e che poi potrebbero essere allargati all’intera regione Veneto, in quanto agli abitanti dei comuni rivieraschi è ben chiara la pericolosità del Fiume Sacro alla Patria.

“Dobbiamo riuscire a far comprendere il pericolo alle persone che entrano nelle acque del Piave – aggiunge il prefetto Angelo Sidoti – abbiamo concordato di effettuare nell’immediato delle campagne informative i cui dettagli verranno decisi nell’incontro della prossima settimana. Nel frattempo, valuteremo anche dei nuovi cartelli che verranno posizionati, in quanto i segnali esistenti sono vecchi e le cattive condizioni possono far pensare alla gente che si tratti di un divieto non più valido”.

Il sindaco di Spresiano Marco della Pietra

Non è escluso che vengano inoltre emanate delle ordinanze, strumento questo che permetterebbe, vista la legge che vieta la balneazione nelle acque del Piave, di sanzionare chi non rispetta il divieto: “questo tema è sul tavolo – aggiunge il Prefetto – ma vanno verificati gli aspetti giuridici, anche se questo è un atto emesso da comuni veneti e di altre regioni”.

L’assessore regionale Gianpaolo Bottacin

Presente al tavolo anche l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin, che ha sottolineato come la Regione continuerà “a fare ciò che ha sempre fatto. Va evidenziato che tutti i corsi d’acqua del Veneto non sono balneabili a causa di rischi che sono oggettivi”, aggiunge.

Diverse le soluzioni a lungo periodo proposte dai sindaci dei comuni rivieraschi, tra queste anche quelle del sindaco di Breda di Piave, Cristiano Mosole, che ha ipotizzato la creazione di aree dove convogliare le persone che vogliono stare sulle sponde del Piave e controllare quei tratti, impedendo alla gente di fare il bagno.

“Una scelta coraggiosa – commenta il primo cittadino – ma potrebbe essere un obiettivo per il prossimo anno che ci permetterebbe di andare verso una normalizzazione della situazione. Vogliamo chiarire a tutti che il Piave non è balneabile”.

Il sindaco di Pederobba Marco Turato

“Quello di oggi è un bel punto d’inizio – aggiunge il sindaco di Spresiano Marco Della Pietra – in quanto non ci eravamo mai trovati tutti assieme per stabilire degli obiettivi comuni. Ci saranno ulteriori sviluppi, amplieremo il tutto agli altri comuni perché al Piave ci accedono cittadini provenienti dagli altri comuni”.

“L’informazione e la sensibilizzazione sono alla base di tutto – aggiunge il primo cittadino di Pederobba Marco Turato – nell’immediato lo faremo tramite i social, ma l’idea è quella di installare dei cartelloni multilingue”.

(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto)
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