Un’iniziativa ambiziosa per salvare e valorizzare uno dei patrimoni naturalistici più importanti dell’area pedemontana trevigiana.
È stato presentato questa mattina, venerdì, a Cornuda, il progetto “Quercon – Gestione partecipata del Bosco del Fagarè per la rinnovazione delle querce” cofinanziato dal Complemento regionale per lo sviluppo rurale del Piano strategico nazionale della PAC 2023–2027 per il Veneto.
Presenti il sindaco di Cornuda, Enrico Gallina, il dottor Roberto Rasera, tecnico forestale, Davide Marangon per Tesaf UniPd, e Monica Celi, responsabile del Museo Civico di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna.
Il progetto, promosso dal Comune di Cornuda, punta a invertire la tendenza al degrado e alla semplificazione del bosco del Fagarè, un’area forestale collinare di circa 150 ettari di proprietà indivisa tra Cornuda e Crocetta del Montello.
Questa grande area verde, caratterizzata dalla presenza di querceti collinari – formazioni ormai rare e frammentate in Veneto – soffre infatti da ormai molto tempo la mancanza di rinnovazione naturale delle querce, in particolare farnia e rovere che sono specie chiave dell’ecosistema. Una situazione che, se non affrontata, potrebbe compromettere nel tempo la biodiversità, la resilienza e la capacità stessa del bosco di offrire servizi ecosistemici come la regolazione climatica, il sequestro di carbonio e la tutela del paesaggio.
“Crediamo che questo progetto sia fondamentale per la conservazione del nostro patrimonio boschivo – ha spiegato il sindaco di Cornuda, Enrico Gallina – Ecco perché, grazie a Quercon, coinvolgeremo cittadini, associazioni locali e tecnici per restituire allo storico Bosco del Fagarè la sua identità originaria”.


Cuore del progetto sarà dunque l’applicazione operativa di tecniche selvicolturali innovative che interesseranno una superficie complessiva di circa 10 ettari all’interno del bosco. Le azioni previste comprendono diradamenti selettivi, piantumazioni mirate, tutela della rinnovazione naturale e valorizzazione degli esemplari più adatti alla disseminazione. Tutte le attività saranno poi accompagnate da campagne di monitoraggio della biodiversità, con particolare attenzione agli insetti.
Ma Quercon non è solo un progetto tecnico. Grande attenzione sarà infatti dedicata al coinvolgimento della comunità locale attraverso attività didattiche, divulgative e ricreative rivolte a scuole, associazioni, utenti occasionali del bosco e cittadini. Il progetto prevede l’adozione di approcci partecipativi e di corresponsabilizzazione con percorsi di “citizen science”, “bioblitz” e iniziative come “adotta un albero” e laboratori peer to peer che trasformeranno gli studenti in “guide del bosco”.
Saranno coinvolti anche gruppi come l’Università della Terza Età e centri per persone con disabilità per costruire una nuova relazione tra il territorio e il suo ambiente naturale.
“Quercon non è solo un progetto tecnico, ma un’occasione concreta di partecipazione civica – commenta l’assessore Claudio Sartor – Sarà infatti la comunità di Cornuda a prendersi cura del proprio bosco. Tutti insieme, ripiantando querce, passeremo poi il testimone alle generazioni future”.
Ad aggravare la condizione del bosco è difatti anche la mancanza di una gestione regolare visto che finora gli interventi si sono limitati a tagli fitosanitari sporadici, senza un monitoraggio delle dinamiche forestali. Quercon intende invece colmare questo vuoto informativo fornendo dati aggiornati e scientificamente validati, utili anche per orientare future politiche ambientali. Inoltre, il progetto si propone di affrontare un’altra criticità diffusa come la scarsa conoscenza da parte della popolazione delle caratteristiche, risorse e potenzialità delle aree forestali, spesso vissute solo come luoghi ricreativi, ma non comprese nella loro complessità ecologica.
Le azioni previste mirano quindi ad obiettivi concreti: arrestare e invertire la perdita di biodiversità, migliorare la composizione e la struttura del bosco, rafforzare la sua resilienza agli stress ambientali e contribuire alla mitigazione del cambiamento climatico. Quercon, infine, rappresenta anche un’opportunità di sviluppo sostenibile in grado di promuovere inclusione sociale, occupazione verde e pari opportunità nei contesti rurali. Un progetto complesso e strutturato che fa della partecipazione e dell’approccio scientifico i suoi punti di forza. Tanto che si candida a diventare un modello replicabile di gestione forestale condivisa e responsabile.
In conclusione, a coordinare il progetto, sono presenti varie figure, a partire da quella di Roberto Rasera, dottore forestale che seguirà direttamente le operazioni. Con lui anche alcuni esperti del gruppo di lavoro del Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (TESAF) dell’Università degli Studi di Padova.
A occuparsi degli interventi selvicolturali sarà invece l’impresa Rizzotto Stiven Lavori Boschivi di Pederobba, mentre il Museo Civico di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna sarà il punto di riferimento per le attività didattiche e divulgative. Tra i partner figurano infine anche la WBA Project srl di Verona, il WWF Terre del Piave TV-BL e il Circolo Legambiente Piavenire APS.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: Alessandro Lanza)
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