125 anni di piatti e di poesie. Un traguardo importante quello celebrato ieri da Diego Stefani, dalla moglie Carla e dalla figlia Laura, titolari della famosa osteria Al Contadin.
A Combai c’è un luogo dove si cucina in rima e, già osservando la facciata dell’Osteria al Contadin, si intuisce che qui la poesia è di casa. Una sensibilità che ha reso questo locale unico e riconoscibile, tanto per chi vive nei dintorni quanto per chi arriva in visita, attratto dai panorami del borgo.
Un luogo dove ci si può fermare per un cicchetto, per una cena o semplicemente per scambiare due parole con Diego Stefani, il titolare, che da anni porta avanti l’osteria con una passione genuina per la poesia e per la terra.


Ieri, sabato 12 luglio, l’osteria ha festeggiato 125 anni dalla sua apertura. Una serata speciale – dal titolo “Un secolo e ¼ di Osti Contadini” – ha animato il cuore del paese a partire dalle ore 18. Oltre al Coro Pradevai di San Fior, che ha interpretato alcune delle poesie in dialetto veneto scritte da Diego e musicate per l’occasione dal maestro Vanni Mazzer, protagonisti anche i piatti della tradizione, degustabili in un percorso di sapori che racconta la storia dell’osteria fin dal 1900.


“Di questi anni trascorsi mi porto tutto il mio passato – commenta Laura, che oggi porta avanti la tradizione di famiglia – perché per guardare al futuro dobbiamo ricordarci da dove siamo partiti. Mi porto i ricordi di mia nonna, di mio papà e la semplicità che mi hanno insegnato e che oggi, assieme alla genuinità, mettiamo nei nostri piatti”. Con Laura si è guardato anche all’innovazione con l’osteria che ha abbracciato un’idea di sostenibilità biologica in sinergia con l’azienda agricola Crodi.
Per celebrare questo traguardo fondamentale, Laura ha deciso di lanciare tre nuove etichette “provenienti da vitigni resistenti, dove le uve le abbiamo prese dai nostri amici – conclude – e, proprio parlando di futuro, le etichette sono dedicate ai miei tre figli”. Con la speranza, forse non tanto nascosta, che saranno loro a portare avanti quanto iniziato 125 anni fa.


Le origini dell’Osteria al Contadin affondano le radici tra Belluno e Treviso. Tutto iniziò alla fine dell’Ottocento, quando Davide Stefani – bisnonno di Diego – aprì una prima bottega a Mel. Il figlio Pietro chiuse l’attività nel 1900 per trasferirsi a Combai, dove aprì la locanda “Al Cacciatore”. Il nome non piacque mai a Diego, che lo cambiò appena ne ebbe la possibilità, trasformando la locanda in un luogo d’incontro tra cibo, poesia e comunità.


Tra i piatti simbolo di questo luogo iconico della ristorazione dell’Alta Marca, senza dubbio lo spiedo di selvaggina, la sopra corda e molti piatti che rimandano alle radici più umili della cucina trevigiana.
Alla festa, che ha animato il borgo fino alle 23, hanno partecipato anche il sindaco di Miane, Moreno Guizzo (con molti rappresentanti dell’amministrazione comunale), l’assessore Regionale Gianpaolo Bottacin, i consiglieri regionali Alberto Villanova e Tommaso Razzolini, oltre che gli amici di sempre e i clienti affezionati.


“Un traguardo straordinario quello che ha raggiunto questa attività – commenta il primo cittadino – con Diego, Carla e Laura sempre in prima linea. Questo è un segno che, se si lavora bene costantemente, i risultati arrivano”.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto e archivio Qdpnews.it)
(Articolo, foto e video di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata