Un incontro nel segno del ciclismo, ma anche nell’ottica di una possibile condivisione di progetti futuri, è quello che si è svolto venerdì scorso, in occasione della settima tappa del Tour de France: lì si sono incontrate tre delegazioni del ciclismo, ovvero il Muro di Ca’ del Poggio, il Muro di Grammont e il Mûr-de-Bretagne, nel corso di una tappa che ha previsto il percorso da Saint-Malo a Mûr-de-Bretagne Guerlédan.
Iniziativa che ha previsto un incontro tra sindaci, dopo l’invito fatto lo scorso 25 maggio alle delegazioni francese e belga a venire a San Pietro di Feletto, in occasione del passaggio del Giro d’Italia, lungo la salita del Muro di Ca’ del Poggio.
In quell’occasione soltanto una rappresentanza belga aveva potuto presenziare, visto che quella francese era impegnata nell’organizzazione proprio della tappa di venerdì scorso. Quindi, a maggior ragione, è sorta l’idea di riunire i tre Muri del ciclismo: l’incontro tra delegazioni ha avuto un certo significato.
La delegazione del Muro di Ca’ del Poggio, rappresentata dal sindaco di San Pietro di Feletto Cristiano Botteon e da Celeste Granziera, coordinatore del gruppo di lavoro formato dai rappresentanti dei Comuni in cui si trovano i tre Muri, è partita lo scorso giovedì, per poi rientrare a casa sabato sera.


“Il nostro era un passaggio, mentre il loro era un arrivo di tappa, quindi si è trattato di un’organizzazione diversa – ha spiegato Cristiano Botteon, il quale non ha nascosto l’auspicio per un futuro arrivo di tappa anche nel territorio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, con il Muro di Ca’ del Poggio protagonista -. La speranza c’è e da anni si prova a capire se è possibile: i tempi sarebbero maturi“.
“Abbiamo visto cosa vuol dire per la Francia realizzare il Tour de France: è stata un’organizzazione puntuale e precisa – ha proseguito il primo cittadino -. A Guerlédan, un paesino di 2.600 abitanti, erano presenti 150 mila persone e, nonostante ciò, dopo la gara non c’erano segni di carte e cartacce: la gente è quindi abituata a vedere lo sport senza pesare sull’ambiente”.
“Ho notato che lì sono quasi maniacali nella preparazione di un evento: dopo aver pulito a fondo le strade, fanno un sopralluogo per accertare che sia effettivamente tutto pulito. C’è molta precisione – ha raccontato Botteon -. Anche lì, come da noi, c’è l’aiuto di tanti volontari del paese, che si mettono a disposizione. Il paese ha vissuto la tappa con attesa trepidante”.


“Non mi aspettavo tutta quella gente – ha spiegato -. Al di là degli impegni, il sindaco e l’amministrazione hanno fatto vedere cosa significhi accogliere le persone e dare disponibilità di tempo”.
Incontro tra delegazioni a cui ne seguirà un altro, il prossimo 27 agosto, questa volta in Belgio, in occasione della “Muurclassic Geraardsbergen”, ovvero la Gran Fondo del Muro di Grammont, dove “si andrà a ultimare il percorso di conoscenza per collaborazioni future”, così come ha precisato Botteon.
Sì perché l’idea in campo è quella di stabilire una collaborazione, per “valorizzare lo sport, attraverso il ciclismo professionistico e amatoriale”.
“La volontà è quella di riformare un gruppo di lavoro, per cercare dei fondi, tra quelli messi a disposizione dall’Unione Europea, per progetti legati allo sviluppo del territorio, come manifestazioni e, in particolar modo, percorsi ciclopedonali – ha aggiunto il sindaco -. Vogliamo creare un gruppo di lavoro congiunto, per portare avanti delle progettualità assieme“.
“Si tratta di un progetto ampio, che intende creare un percorso di collegamento tra tre diverse realtà – ha continuato -. Per il momento si tratta di un’iniziativa tra noi, poi, se la cosa funziona, verrà estesa anche ad altri territori”.
“Intendiamo quindi rinsaldare i rapporti sottoscritti nel 2016 e nel 2018, per creare una squadra di lavoro: sarà una strada lunga, ma vogliamo percorrerla nel modo corretto – ha concluso -. La mobilità lenta è il tipo di turismo su cui dobbiamo puntare”.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto e video: Arianna Ceschin)
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