Giada si laurea alla Breda University of Applied Sciences con una tesi su turismo, città del Cima e Patrimonio Unesco

Una tesi di laurea per riflettere sulla tipologia di turismo potenziale per la città del Cima e, più in generale, per il territorio delle Colline del Patrimonio Unesco: è questo il focus del lavoro portato avanti da Giada Malta, 26enne coneglianese, che di recente si è laureata in Tourism Management, alla Breda University of Applied Sciences, in Olanda.

Una tesi di laurea che ha voluto indagare quelle che sono le preferenze dei turisti olandesi, per comprendere gli elementi ricercati dal turismo estero, anche nel nostro territorio.

“Ho intervistato alcuni potenziali turisti olandesi, della fascia di età più giovane, per capire se possano essere interessati a visitare Conegliano e le aree limitrofe – ha raccontato Giada – C’è stato un focus particolare sui millennials olandesi. A loro ho fatto domande riguardanti la tipologia di esperienza ricercata: gli intervistati hanno espresso la necessità di trovare destinazioni con prodotti culinari particolari, città emerse nel verde, dove non ci siano troppi turisti. Caratteristiche, quindi, presentate dalla stessa città di Conegliano e da altri Comuni limitrofi”.

“La cosa interessante è come il titolo Unesco non sia per gli intervistati un elemento fondamentale: ciò significa che non guardano in primis se una destinazione ha il titolo oppure no, non è una cosa fondamentale per loro, ma si soffermano sul fatto se una città è curata e cercano forme di turismo esperienziale – ha proseguito – La ricerca, quindi, fa intendere come, secondo gli intervistati olandesi, non ci si debba focalizzare esclusivamente sul titolo Unesco, ma sul fatto di offrire una certa forma di turismo”.

“In Olanda la tesi deve essere commissionata da un’organizzazione, che fa da supporto per le informazioni: nel mio caso è una ricerca fatta per il Circolo culturale Conegliano, con il quale avevo collaborato in precedenza e che mi ha aiutato ad avere un’idea specifica – ha continuato la neolaureata – In Olanda ho frequentato un corso di laurea quadriennale, in Italia equiparata a una triennale”.

Un’esperienza universitaria preceduta anche da un periodo vissuto in America, come “ragazza alla pari”, per perfezionare la lingua inglese.

“Mi sono diplomata all’istituto alberghiero Beltrame di Vittorio Veneto, poi ho vissuto due anni in America, come ragazza alla pari – ha raccontato Giada – C’è quindi stata la pandemia e, poi, sono andata in Olanda, ancora una volta come ragazza alla pari, mentre maturavo l’idea di iscrivermi a un corso di laurea all’estero. Ero indecisa tra Inghilterra e Olanda, alla fine ho scelto quest’ultimo Paese”.

Studio all’estero che le ha permesso di fare un confronto con l’approccio alla didattica in Italia.

“In Olanda ho trovato un approccio più pratico alla materia. Il corso di laurea prevede un semestre di specializzazione mirata e un altro semestre di tirocinio: nel mio caso, sono stata sei mesi in un’isola olandese ai Caraibi, dove ho lavorato all’interno di un’azienda specializzata nell’organizzare tour – ha affermato – Poi vengono proposti lavori di gruppo, dove ti propongono casi concreti di problem solving aziendali da affrontare”.

“Ho viaggiato tanto e ora vorrei trovare un lavoro nel mio settore. La mia propensione sarebbe quella di restare qui in Olanda, o comunque all’estero, anche se, a volte, penso di tornare in Italia – ha aggiunto – Un consiglio per chi intende studiare all’estero? Sicuramente non è facile, perché ti manca la presenza fisica della famiglia e degli amici, ma se una persona ha questa intenzione, allora deve rischiare e mettersi alla prova“.

“Io pensavo di non farcela a studiare all’estero, in un’altra lingua e, alla fine, mi sono laureata qui in Olanda”, ha concluso.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: per gentile concessione di Giada Malta)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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