L’estate è tempo di vacanza, ma per molti animali la calda stagione coindice con il dramma dell’abbandono. Cuccioli indesiderati, femmine gravide, animali malati o anziani che vengono lasciati lungo il ciglio di una strada, sotto al sole cocente, senza cibo né acqua: vittime di violenza, incidenti e malnutrizione.
Sono circa 50 mila i cani abbandonati ogni anno in Italia, un numero che cresce ancora quando si parla di gatti, con circa 80 mila felini abbandonati. Reati, quelli di abbandono e maltrattamento, puniti dall’articolo 727 e dall’articolo 544 del codice penale: misure recentemente inasprite con l’introduzione di un nuovo testo legislativo, entrato in vigore lo scorso primo luglio, che prevede sino a quattro anni di reclusione e sanzioni fino a 60 mila euro nei confronti di coloro che abbandonano, maltrattano gli animali o ne provocano la morte.
Esseri senzienti e indifesi, vittime della supercialità e dell’indifferenza umana, che nell’80 per cento degli abbandoni muoiono sulla strada, traditi da chi avrebbe dovuto amarli e proteggerli.
Gli animali che riescono a sopravvivere, perchè trovati o segnalati a chi è ancora in grado di provare sentimenti di empatia e rispetto della vita, accedono a strutture di accoglienza come il gattile di Conegliano gestito da Enpa (Ente nazionale protezione animali).
Storie di abbandono e sofferenza che si consumano anche sulle strade della provincia di Treviso.


Accolti da Rosanna, da cinque anni volontaria Enpa, abbiamo visitato il gattile di via Zamboni a Conegliano e conosciuto i suoi ospiti a quattro zampe: gatti di ogni età che aspettano una famiglia che li ami per sempre.
“Sono tante emergenze che affrontiamo ogni giorno. Accogliamo spesso gatti che in seguito a un incidente stradale perdono in parte o completamente l’uso delle gambe. Fondamentale in questi casi per chi ritrova l’animale è allertare il 118 che attiverà immediatamente l’Ulss veterinaria. L’animale vittima di sinistro o in precarie condizioni di salute verrà quindi prelevato e trasferito al canile sanitario o nelle strutture gestite da Enpa in base alla gravità del caso. Si tratta di una procedura che è imprescindibile attivare per capire, in seguito a valutazione veterinaria e ai primi riscontri diagnostici, come collocare il gatto all’interno della struttura e quali percorsi seguire. Un iter che consente di soccorre adeguatamente e tempestivamente l’animale”.
Informazioni corrette che rigurdano anche la prevenzione del randagismo: “L’emergenza che si presenta ciclicamente tutti gli anni, da giugno a settembre, è quella delle cucciolate indesiderate e il conseguente abbandono dei piccoli. Un fenomeno figlio di una mentalità retrogada secondo la quale sterilizzare sia un gesto contro natura, come se vedere gattini avvelenati o falciati da un’auto sia un fatto naturale. Sterilizzare è fondamentale sia per prevenire il deprecabile reato dell’abbandono, perchè esclude le gravidanze – spiega la volontaria – sia perchè riduce la possibilità che l’animale si allontani da casa con il rischio di essere investito o di ferirsi e contrarre malattie che per i felini possono rivelarsi fatali. Alcuni giorni fa, sono stati portati al rifugio dei micetti appena nati, con gli occhi ancora chiusi e il cordone ombelicale. Chi li ha portati da noi ci ha raccontato di averli trovati in mezzo alla strada, cosa assolutamente impossibile perchè gattini così piccoli non sono in grado di allontanarsi dalla mamma. La desolante verità – chiosa Rosanna – è che queste persone sono proprietarie di una gatta che non vogliono sterilizzare e ogni, qualvolta che la micia rimane incinta, si sbarazzano dei gattini”.
Comportamenti irresponsabili, alimentati da ignoranza e pressapochismo: “Molti abbandonano anche la madre insieme ai cuccioli, convinti che i gatti siano in grado di cavarsela da soli e invece non è così. Abituati a vivere con gli umani, questi mici non sono in grado di provvedere a loro stessi nè riconoscere i pericoli del mondo esterno. I più fortunati riescono a sopravvivere laddove trovino qualcuno che fornisca cibo, acqua e un approssimativo riparo: un gesto importante che non basta a ridurre le nascite indesiderate. I meno fortunati, invece, muoino di crepacuore, di stenti, di malattie dovute all’assenza di condizioni igieniche adeguate o finiscono la loro breve vita sotto le ruote di un’auto che, in molti casi – commenta amaramente Rosanna – non si ferma neppure a prestare soccorso, come previso dal codice della strada che prevede il reato di omissione di soccorso anche nel caso di animali vittime di sinistri stradali”.


Sterilizzazioni che per i gatti trovati sul territorio vengono effettuate gratuitamente dall’Asl: “Il Comune nel quale avviene il ritrovamento preleva l’animale e lo trasportarta all’azienda sanitaria veterinaria per l’intervento di sterilizzazione. Nel caso di gatti padronali si attiva l’Enpa che, attraverso convenzioni con diversi ambulatori veterinari, sterilizza i mici con un contributo economico che viene sostenuto sia dal propietario che da Enpa”.
Un impegno, quello a sterilizzare, a partire dal settimo mese di età, che è precondizione per l’iter di adozione: “In questo momento abbiamo circa 50 ospiti tra gatti adulti e cuccioli. La gente arriva davanti al gattile e lascia gli animali in uno scatolone sotto al sole senza neppure avvisare. Recentemente hanno abbandonato una gatta bianca con quattro cuccioli appena nati. E’ stato un volontario ad accorgesi della loro presenza – racconta Rosanna – quando ha visto la mamma affannarsi per spingere il cartone con dentro i piccoli in un luogo riparato. Paradossalmente, queste persone dimostrano più empatia di coloro che li abbandonano in mezzo ai campi o in luoghi sperduti non lasciando loro nessuna possibilità di sopravvivere”.
Crudeltà che espone i gattini a malattie letali come la parvovirosi: una forma virale che colpisce esclusivamente i cuccioli, con una casistica di decessi pari al 90 per cento. In casi come questi intervenire subito è di vitale importanza: “La parvovirosi rappresental’incubo più grande per qualunque struttura ospiti gattini per l’alta contagiosità dell’infezione. L’Enpa può contare sulla presenza di un veterinario che visita i nostri ospiti due volte a settimana ma nel caso della parvovirosi, in assenza di sintomatologia, la diagnosi risulta estremamente difficile. In questo momento abbiamo due micetti affetti da questo virus – racconta Rosanna – si trovano in isolamento: erano cinque fratellini, tre sono morti mentre gli altri lottano per vivere”.


Una gestione degli spazi che dentro al gattile risponde a una molteplicità di esigenze: “L’ingresso di un gatto all’interno della struttura non può avvenire senza una conoscenza adeguata delle condizioni di salute dell’animale. Penso ad esempio ai casi Fiv (immuno deficenza felina), che non è contagiosa per gli umani, a quali è decidata una stanza apposita. I gatti positivi alla Fiv, in un ambiente casalingo, hanno un’aspettativa di vita analoga a quella degli altri ma il consiglio che diamo agli adottanti, in caso di coabitazione con gatti che non siano positivi alla Fiv, è quello vaccinare i negativi”.
Altra condizione particolare è quella dei gatti positivi alla Felv (leucemia felina) che anche in questo non è contagiosa per gli umani: “Ho personalmente adottato una micia Felv – confida la volontaria Enpa – si chiama Bella ed è in perfetta salute. I gatti Felv conducono una vita simile a quella di qualsiasi altro gatto sebbene con un’aspettativa ridotta . Come i Fiv necessitano di vivere in un ambiente casalingo, proprio per ritardare il manifestarsi della malattia. Parliamo di un’adozione del cuore, che mette al centro il biosgno di amore di creaturine a cui regalare la possibilità di vivere gli ultimi anni circondati dal calore e dall’affetto di una famglia”.


Adottare significa relazionarsi correttamente con l’animale, comprenderne le esigenze e accettarne le peculiarità: “I gatti sono individui speciali, dotati una specifica personalità. A differenza del cane hanno un carattere meno dipendente e una modalità di mostrare l’affetto che non sempre asseconda la richiesta di un’interazione continua. I felini hanno bisogno di momenti solitudine e tranquillità – spiega Rosanna – ma ti vengono incontro quando torni a casa, si accoccolano vicono sul letto o sul divano. Recenti studi hanno confermano la capacità dei mici di affezionarsi al proprio umano e di soffrire per la sua assenza. Gli animali non sono giocattoli da restituire perchè non giocano o non interagiscono come vogliamo o non rispondono alle nostre logiche estetiche, sono piccole anime che meritano amore e rispetto”.
(Autrice: Emma de Maria)
(Foto e video: Emma de Maria)
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